Provinciavicenzareport

Zanella, si apre lunedì il Tavolo di crisi

Come già anticipato, qualche giorno fa, si è tenuto questa mattina a Venezia, alla Direzione lavoro della Regione, un tavolo di ricognizione per fare il punto sulla crisi dell’azienda di moda Zanella, di Caldogno, in vista dell’apertura di un tavolo dei crisi. “Abbiamo fissato il primo incontro del tavolo di crisi per il prossimo lunedì, nella sede della Regione, al palazzo Grandi Stazioni – ha spiegato l’assessore regionale al lavoro, Elena Donazzan – una volta ricevuta, grazie alle rappresentanze sindacali, la disponibilità di massima dell’attuale amministratore delegato di Vicenza Manifacturing. E la convocazione sarà estesa anche ai rappresentanti del gruppo Tengram”.

“Un paio di pantaloni Zanella – ha continuato -viene venduto negli Usa a non meno di 400 euro, perché sono conosciuti e sono un esempio del Made in Italy. E chi ha comprato un anno e mezzo fa l’azienda  di Caldogno, cioè Tengram, aveva ben chiaro questo valore. Il primo obiettivo del tavolo di crisi sarà quello di valutare il rispetto del contratto siglato nel 2015 e di verificare se questa situazione di difficoltà finanziaria e occupazionale dello stabilimento di Caldogno sia da imputare al mancato rispetto degli impegni sottoscritti”.

“Non escludo, dopo il 9 gennaio, di coinvolgere anche l’ambasciata americana, perché se un’azienda italiana rischia la chiusura e i suoi lavoratori il licenziamento a causa di un comportamento non corretto dell’acquirente statunitense, questo deve diventare anche un problema di relazioni tra paesi, da affrontare in sede diplomatica”.

“Non possiamo assistere impotenti, o con armi spuntate, – ha concluso – al depauperamento del patrimonio nazionale imprenditoriale in nome della concorrenza sul costo del lavoro. Questa è una battaglia simbolo per tutelare il manifatturiero veneto e il Made in Italy, perché far produrre i pantaloni Zanella in altra parte d’Italia, magari da un laboratorio cinese, il più delle volte in sfregio alle regole contrattuali e della sicurezza del lavoro, sarebbe il tradimento più alto nei confronti del nostro paese e delle sue riconosciute capacità produttive e imprenditoriali”.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti potrebbe interessare...
Close
Back to top button