Vicenza, idea di sviluppo di una tristezza infinita

Sembra che la Hia, la Valutazione d’impatto sul patrimonio, a Vicenza, abbia sostanzialmente affermato due concetti: il primo è che la città non verrà, fortunatamente, inserita nella black list dei luoghi il cui titolo Unesco è a rischio, ma che molti errori in merito alla pianificazione del territorio sono stati fatti, errori ai quali va posto subito rimedio. Il secondo è che è necessario rivedere completamente alcuni progetti e ripensare totalmente il modello di sviluppo urbanistico (leggi Pat) di cui Vicenza si è dotata.

Valentina Dovigo
Valentina Dovigo

“E’ mancata la consapevolezza di modificare i nostri modelli urbanistici” ha dichiarato il vicesindaco, dopo aver definito criminali le associazioni ambientaliste che avevano sollevato il problema, senza però rendersi conto della gravità “politica” di questa mancanza di consapevolezza. Chi doveva rendersene conto e pianificare conseguentemente se non chi amministrava la città? E’ perché tanta aggressività proprio nei confronti degli ambientalisti che, da tempo, si impegnano per un diverso uso del territorio?

Ma peggio del vicesindaco riesce a fare il sindaco, quando afferma “non si può pretendere che una città sede di Patrimonio Unesco resti ferma nel suo sviluppo”, esternando un’idea (ed una proposta politica) di una tristezza infinita, l’idea che lo sviluppo di una città si fonda sulle strade, sulle costruzioni, sulle grandi opere, sul cemento, sulla mediazione degli interessi particolari.

Quest’idea è vecchia e stravecchia, ha già fatto abbastanza danni, e nessuno di chi governa oggi dovrebbe sottrarsi alla necessità di lavorare per la rigenerazione delle città che sono state costruite, della viabilità che è stata realizzata. Lo sviluppo oggi è più nella messa in sicurezza e manutenzione del territorio che nel proseguire sulla strada intrapresa.

In una città Unesco lo sviluppo è investire su ambiente e beni culturali insieme. Ma se finora non ci sono stati segnali di questo approccio, l’auspicio è che almeno gli ammonimenti provenienti dall’Unesco aiutino a tracciare la nuova strada.

Valentina Dovigo – Consigliere comunale di Vicenza, Lista Civica e Sel

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