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Anna Politkovskaja - Foto: Das blaue Sofa, Club Bertelsmann, flickr.com (CC BY 2.0)
Anna Politkovskaja - Foto: Das blaue Sofa, Club Bertelsmann, flickr.com (CC BY 2.0)

“Donna non rieducabile” al Teatro Comunale di Vicenza

Ottavia Piccolo è la protagonista del prossimo appuntamento della stagione di prosa al Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza, in una produzione di grande impegno che ha ottenuto consensi di pubblico e di critica. Si tratta di “Donna non rieducabile”, uno spettacolo di Stefano Massini per la regia di Silvano Piccardi, che sarà in scena, unica data in Veneto, giovedì 26 gennaio alle 20.45. Prodotto dal Centro d’arte contemporaneo Teatro Carcano, lo spettacolo è dedicato alla vicenda della giornalista russa Anna Politkovskaja, morta assassinata nel 2006 per il suo impegno in favore dei diritti umani e della causa cecena.

Ottavia Piccolo
Ottavia Piccolo

Nella sua tappa di Vicenza, lo spettacolo sarà preceduto da un incontro con il pubblico alle 19, nel foyer del Ridotto, condotto da Antonino Varvarà ed al quale sarà presente anche Ottavia Piccolo. “Donna non rieducabile” è un monologo, costruito come una serie di istantanee, nel quale l’attrice ripercorre il cammino della Politkovskaja, in una sorta di simbiosi con quanto visto e vissuto dalla giornalista.

“Ho scritto il testo dello spettacolo – spiega l’autore, Stefano Massini – adattando in forma teatrale brani autobiografici ed articoli di Anna Politkovskaja. La mia idea era trasformare drammaturgicamente questi materiali lavorando sullo scatto d’istantanee. Ho tentato così di costruire un album di immagini, una carrellata di esperienze in presa diretta, una galleria di zoom su situazioni, atmosfere. Ne è nato un collage di quasi venti quadri. E’ come se per venti volte gli occhi si riaprissero e si richiudessero su temi e luoghi diversi, sempre da intuire. Direi che non si tratta di un testo su Anna Politkovskaja, bensì di un viaggio negli occhi di Anna Politkovskaja”.

Il sottotitolo “Mettere in scena uno sguardo”, spiega bene il senso: non si è trattato di mettere in scena un personaggio ma di restituire al pubblico il senso della scelta di verità compiuta da una giornalista che ha voluto andare a vedere dentro gli eventi. La vicenda del resto è nota: Anna Politkovskaja non era una militante politica, era solo una giornalista e una donna, senza alcuna mira di potere o altro, se non quello di portare avanti, con tenacia e determinazione, il suo mestiere. Il suo fu uno sguardo aperto, senza prevenzioni né compromessi, su quanto avveniva nel suo paese, partendo dalla lontana Cecenia, per arrivare a incontrare i momenti più terribili della recente storia russa.

“Se il vecchio potere sovietico – si sottolineano ancora -, per imporre il proprio controllo su ogni forma di dissenso o, più semplicemente, di libero pensiero, si sentiva in dovere di costruire leggi, tribunali e processi speciali, che legittimassero in qualche modo l’accanimento repressivo, il nuovo sistema di potere, per eliminare la presenza scomoda di questa donna, ha agito come un qualsiasi potere mafioso, affidandosi clandestinamente a dei sicari, a dei killer senza volto, per potersi mostrare con le mani formalmente pulite”. I biglietto per lo spettacolo sono esauriti. Eventualmente disponibili solo in caso di rinunce.

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