Veneto

Scuola, Donazzan: “Studenti stranieri non oltre 40%”

Oggigiorno, nel mondo, della scuola le classi multietniche sono la norma. Secondo i dati dell’ultimo report elaborato dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur), dopo anni di continuo aumento, il numero di alunni con cittadinanza non italiana che frequentano le scuole del nostro paese (dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado) pare essersi stabilizzato e, nell’anno scolastico 2014/2015 questo è stato pari a circa 806 mila, il 9,2% del totale degli scolari.

Se, da un lato, il confronto e la convivenza con chi ha tradizioni, cultura e lingua diverse dalle proprie può rappresentare un arricchimento, una opportunità per ampliare i propri orizzonti, dall’altro, quando la presenza di alunni stranieri nelle classi non è ben distribuita e risulta essere invece, in alcuni casi troppo elevata, la multietnicità può essere fonte di qualche problema. Proprio su quest’ultimo aspetto è intervenuto l’assessore regionale all’istruzione e formazione, Elena Donazzan.

Con una lettera inviata al vicepresidente della giunta, Gianluca Forcolin, Donazzan chiede che, all’ordine del giorno della prossima riunione della Conferenza permanente (un organo di consultazione e di raccordo tra Regione, Province e Comuni) sia posto il problema degli istituti o delle classi dove la percentuale di studenti stranieri supera il ‘tetto’ previsto del 40 per cento.

“In Veneto – si legge infatti nella missiva – stanno emergendo alcune situazioni molto problematiche per quanto riguarda l’elevata e concentrata presenza di alunni stranieri in alcune realtà scolastiche. Vorrei affrontassimo il problema con la Conferenza permanente Regione e autonomie locali, e in special modo con i sindaci, per non lasciare sola la scuola ad affrontare una questione che non è solo didattica ed organizzativa, ma è anche sociale. L’integrazione di culture diverse all’interno della nostra comunità e società passa necessariamente attraverso un modello efficace di inserimento scolastico. E perciò fondamentale individuare linee-guida e criteri da condividere con l’Ufficio scolastico regionale”.

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