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Schio, Orsi contro Arcadia. Nel mezzo i senza tetto

“A Schio non mancano luoghi e strutture per ospitare situazioni di emergenza, come ad esempio Casa Bakhita, appartamenti comunali, strutture private gestite da parrocchie e associazioni. Basta rivolgersi agli uffici comunali per esservi indirizzati. Come dimostrato da un caso che ci è stato segnalato di recente, e che ha visto le amministrazioni di Torrebelvicino e di Schio operare insieme per trovare una sistemazione a una famiglia in difficoltà. Ed inoltre è in atto anche una collaborazione con la Croce Rossa per venire in aiuto, se ce ne fosse bisogno, anche di coloro che non accettano un eventuale ricovero in struttura”.

A parlare è in sindaco di Schio, Valer Orsi, che fa riferimento all’azione portata avanti ieri sera da alcuni attivisti del centro sociale Arcadia, che hanno occupato e iniziato a pulire i chiostri di San Francesco, chiedendo al Comune di destinare in via temporanea, questi locali non utilizzati, all’accoglienza dei senzatetto, viste le rigide temperature del periodo. Dopo aver evidenziato la presenza in città di diverse strutture che possono aiutare le persone in difficoltà, il primo cittadino scledense ha concluso il suo commento con una considerazione che fa riferimento al tempismo di questa azione.

“Si è trattato, a tutti gli effetti, di un’occupazione abusiva – ha sottolineato Orsi – per la quale, già questa mattina, il dirigente comunale competente ha presentato denuncia alla polizia locale, che informato la Procura della Repubblica, la Questura e la Prefettura. Se esistono delle situazioni di bisogno che i ragazzi di Arcadia conoscono – ha precisato il sindaco – perché non lo hanno portato a conoscenza del comune o di altri enti? Arcadia è titolare di un contratto di affitto per una struttura che si trova a Schio e che gestisce direttamente. Avrebbero potuto usarla per aiutare queste persone in difficoltà”.

“Mi sorge un dubbio – ha quindi concluso Orsi -: nei giorni scorsi sono stati affissi, abusivamente, dei manifesti per inneggiare ad una manifestazione organizzata dai No Dal Molin, a Vicenza, nell’ambito di un presidio attivo fino al 26 gennaio. Non vorrei che le tempistiche e l’abbinamento di queste due azioni nascondessero, dietro alla platealità, che risulta essere una speculazione sociale, il conteggio matematico dei tempi necessari per lo sgombero, al fine di garantire un alloggiamento ai partecipanti alla predetta manifestazione senza dover per questo pagare l’affitto di un albergo”.

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