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Profughi, Lanzarin: “Una alternativa al piano Minniti”

“Va bene preoccuparsi dei nuovi arrivati e vincolare il riconoscimento dello status di profugo alla frequenza dei corsi di lingua e alla prestazione di lavori socialmente utili, ma che ne è dei veri profughi, vale a dire di quanti hanno già ottenuto lo status di profugo ed escono quindi dal sistema dell’accoglienza, perdendo ospitalità, diaria giornaliera e assistenza? Come possiamo garantire un lavoro a chi è appena arrivato e, invece, non preoccuparci di dare un lavoro a chi è scappato davvero da fame e guerra e ha tutte le carte in regola per avere diritto alla protezione internazionale?”.

Quelle appena riportare sono le considerazioni dell’assessore regionale al sociale e ai flussi migratori Manuela Lanzarin a proposito del piano del ministro dell’interno Marco Minniti, che prevede lavoro e studio della lingua come requisiti obbligatori e privilegiati per ottenere lo status di rifugiato.

“Far lavorare i richiedenti asilo è una questione di dignità e di rispetto per le comunità che li accolgono – ha continuato – ma la soluzione proposta non mi sembra praticabile. Ci dovremmo preoccupare di offrire un’occupazione socialmente utile a chi è appena arrivato, senza sapere se ha diritto ad essere accolto, mentre non prevediamo un sistema di integrazione per i veri rifugiati che, una volta ottenuto il riconoscimento dal tribunale, secondo la legislazione attualmente in vigore,  perdono il diritto all’ospitalità e alla diaria ed escono dal sistema di accoglienza?”.

“A questo pacchetto del Ministero dell’Interno, – ha quindi concluso Lanzarin – la proposta della giunta Zaia e della Lega è diversa e prevede di stipulare accordi con i paesi di emigrazione, di selezionare nei paesi d’origine chi ha diritto o meno all’accoglienza, di fare arrivare gli aventi diritto con corridoi umanitari e di inserirli nel sistema di accoglienza, premiando chi ha davvero voglia di integrarsi e rispedendo indietro chi non rispetta le regole e infrange la legge”.

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