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Profughi irregolari scoperti a Montecchio

Montecchio Maggiore – Una cooperativa comunica alla Polizia locale che due richiedenti asilo sono ospitati in un appartamento in piazza San Paolo, ad Alte Ceccato. E fin qui nulla di strano, è una procedura usuale per l’accoglienza, considerati i molti sbarchi di migranti nel nostro paese. La cosa che lascia perplessi è quanto accaduto in un momento successivo, durante un controllo di routine in quell’alloggio. Ieri, infatti, la polizia locale dei Castelli ha scoperto che gli stranieri ospitati, in realtà, erano sei e non due, tutti del Bangladesh, dei quali quattro con permessi di soggiorno temporanei.

Non solo. Gli agenti hanno pure constatato che le due persone indicate, non erano in possesso di alcun documento che attestasse il loro status di richiedenti asilo e avevano in mano solo una lettera in cui la cooperativa affermava semplicemente che erano suoi ospiti. In base al testo unico sugli stranieri, e dopo aver informato il Magistrato di turno, gli agenti hanno quindi provveduto ad accompagnare i due stranieri al comando per il fotosegnalamento. La polizia locale ha inoltre avviato degli accertamenti sulla locazione dell’appartamento in cui erano ospitati.

“I riscontri di questo fotosegnalamento – ha precisato il comandante della polizia locale, Massimo Borgo – hanno fatto emergere che i due erano già stati fotosegnalati altre due volte, ma con nomi e date di nascita differenti e quindi non rintracciabili con facilità negli archivi. Sbarcati a Lampedusa cinque mesi fa, da allora non hanno mai avuto un documento ufficiale, ma solo una lettera della cooperativa che, non contenendo riferimenti precisi sulla loro identità, potrebbe passare di mano in mano da uno straniero all’altro. E’ veramente difficile controllare il fenomeno, ma a Montecchio Maggiore teniamo alta l’attenzione con controlli e verifiche puntuali”.

“Quanto scoperto – è lo sfogo del sindaco di Montecchio Maggiore, Milena Cecchetto – è l’ennesimo esempio del fallimento delle politiche sugli immigrati, ma anche dell’arroganza con cui gli enti preposti snobbano i sindaci e i Comuni che si trovano a fronteggiare da soli questo fenomeno. È incredibile ma è purtroppo diventata la norma che i Comuni vengano a sapere, per caso, dell’ospitalità data a stranieri che, fino a quando non vengono dichiarati rifugiati, sono di fatto clandestini”.

“Nessuna comunicazione da parte della Prefettura, che anzi, allertata dalla cooperativa, ha telefonato alla nostra polizia locale per capire il perché del fotosegnalamento – ha concluso -. Il sindaco è la prima autorità locale di pubblica sicurezza ed è scandaloso che non venga messo al corrente, da chi avrebbe il dovere di farlo, della presenza di stranieri privi di documenti ospitati nella sua città. Questo dimostra che Prefetture e Governo hanno perso, o forse non hanno mai avuto, il controllo della situazione”.

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