Pfas, procedono i lavori sugli acquedotti

Pfas, M5S chiede verità. Miteni e Regione nel mirino

Si inasprisce in Veneto lo scontro sul rischio inquinamento da sostanze perfluoroalchilche, meglio note come Pfas. Se spesso, in questi casi, i fronti in conflitto sono due, ovvero da una parte coloro che lanciano l’allarme e dall’altra quanti minimizzano, nel caso dei Pfas lo scenario pare più sfumato e sembra esserci anche una specie di zona intermedia. A sostegno dei comuni mortali e ricordando il rischio che tutti noi corriamo per questo inquinamento, c’è il Movimento 5 Stelle, sia nei suoi rappresentanti locali che in quelli nazionali.

La consigliera regionale Patrizia Bartelle, ad esempio, ha depositato un’interrogazione sulla vicenda della Miteni Spa di Trissino, contro la quale penderebbe un esposto presso la Procura della Repubblica berica con cui si invoca il sequestro della ditta. La società, infatti, sarebbe responsabile della contaminazione di una vasta area nei dintorni di Trissino con sostanze perfluoroalchiliche. Ma non è tutto: allegato all’esposto vi sarebbe un documento della Giunta regionale denominato “Commissione tecnica Pfas”, del novembre scorso, dal quale emergerebbe come Palazzo Balbi abbia anche condotto approfondite indagini sul caso.

“Questo documento – ricorda la Bartelle – è stato reso pubblico dagli organi di informazione e in esso si evidenziano l’effettiva correlazione tra la Miteni, la contaminazione del terreno e l’aumento dell’incidenza di malattie quali ipertensione, diabete mellito e persino cardiopatie ischemiche. A differenza dei media, però, la Regione non si è dimostrata altrettanto prodiga di dettagli se è vero che, alla nostra richiesta, inoltrata il 9 gennaio scorso, di visionare il documento di cui sopra, ad oggi ancora non è pervenuta risposta alcuna”.

“Chiedo in primis – conclude la consigliera – la conferma ufficiale dell’esistenza di quello studio, che si rendano immediatamente disponibili anche i documenti allegati, che chi di dovere spieghi quali siano le azioni poste in essere dall’area Sanità e Sociale di cui si fa menzione e quali altri iniziative si intendano porre in essere a tutela di ambiente e cittadini”.

Sulla stessa lunghezza d’onda c’è un’altro esponente veneto del Movimento 5 Stelle, il senatore Enrico Cappelletti, intervenuto in Parlamento per riportare all’attenzione l’emergenza sanitaria per la contaminazione da pfas, che sta mettendo in ginocchio il Veneto. “Ho evidenziato – scrive in una nota Cappelletti – i dati sull’aumento del tasso di mortalità registrato nei 21 comuni fortemente inquinati. Tali dati assieme a quelli emersi dal recente studio sugli esiti materni e neonatali, impongono un immediato ed efficace intervento da parte dei governi regionale e nazionale per la chiusura delle fonti dell’inquinamento”

“Ho sottolineato – continua il senatore – che il Movimento 5 stelle si batte da anni perché ciò venga fatto. Ma nè il governo nazionale, che anzi é andato nella direzione opposta triplicando i valori di soglia, nè la Regione Veneto, che anzi ci ha accusato di procurato allarme, hanno fatto nulla per tutelare efficacemente la salute dei cittadini. Abbiamo presentato numerose interrogazioni parlamentari ai ministri della salute e dell’ambiente, che giacciono senza risposta. Il Veneto sta morendo di Pfas, ed i governi regionale e nazionale nel migliore dei casi dormono. O si accusano l’un l’altro. E’ ora di svegliarsi. Perché i danni materiali potranno essere ripagati secondo il principio che chi inquina paga. Ma tutte le vite che sono state spezzate a causa di questi gravi ritardi e negligenze, chi le ripagherà?”

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