Pedemontana, una task force per completarla

La Regione Veneto ha nominato una task force per la superstrada Pedemontana Veneta. Il coordinamento è stato affidato a Ilaria Bramezza, segretario generale della programmazione della giunta regionale, mentre commissario della autorità vigilante è Marco Corsini, l’avvocato dello Stato, specializzato in contrattualistica pubblica, che opererà a titolo gratuito. I compiti di carattere tecnico sono stati invece attribuiti al Elisabetta Pellegrini, ingegnere, oggi direttore generale della Provincia di Verona e dal prossimo primo febbraio nuovo dirigente regionale. Un altro ingegnere, Giuseppe Fasiol, della direzione regionale infrastrutture e trasporti, è infine il responsabile unico del procedimento.

Il gruppo di lavoro, voluto dallo stesso presidente del Veneto, Luca Zaia, dovrà supportare la Regione nelle funzioni di concedente, stazione appaltante, alta vigilanza e supporto tecnico per il completamento della superstrada a pedaggio, che con i suoi i 95 chilometri di tracciato, 16 caselli e i 35 comuni coinvolti, è la più grande opera pubblica attualmente cantierata in Italia. “Arteria fondamentale per la viabilità regionale – ha precisato Zaia – che, se verrà definito entro la prossima estate il closing finanziario di un miliardo e mezzo, sarà ultimata e aperta al traffico entro tre anni, cioè entro il 2020. Il primo tratto, quello tra Breganze e Bassano del Grappa, sarà già percorribile nel 2018. Intanto, i cantieri sono aperti e operativi”.

La nuova Direzione della struttura di progetto “Superstrada Pedemontana Veneta”, con sede a Venezia, è stata costituita ieri con una deliberazione che è stata poi illustrata dal presidente della Regione, dal suo vice,Gianluca Forcolin, nella veste di assessore al personale, e dall’assessore alle infrastrutture e trasporti, Elisa De Berti. Zaia ha avuto innanzi tutto parole di ringraziamento per Silvano Vernizzi, che ha lasciato il ruolo di commissario straordinario alla fine del 2016, dopo che i ministeri competenti avevano deciso che non vi fossero più esigenze di gestione commissariale.

“Abbiamo voluto affidarci a un gruppo di professionisti di alto profilo giuridico, tecnico e amministrativo – ha sottolineato Zaia, riconoscendo anche l’ottimo rapporto di collaborazione con il ministro delle infrastrutture e trasporti, Graziano Delrio, – perché vogliamo una struttura molto performante, chiamata a gestire una delle fasi più delicate dal punto di vista finanziario. Ma anche perché abbiamo a cuore i tremila soggetti espropriati che attendono di ricevere 200 dei 340 milioni totali di euro di indennizzo previsti, risorse preziose da distribuire in quei territori che hanno subito enormi danni conseguenti al tracollo della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca”.

“Quest’opera deve essere seguita con molta attenzione anche per quanto concerne i rapporti con il territorio – ha aggiunto l’assessore De Berti –. I cittadini interessati dagli espropri, gli amministratori locali e la popolazione residente nei territori attraversati dal tracciato, hanno bisogno di certezze sui tempi e le modalità di realizzazione dell’intervento, sul pagamento delle indennità, sullo sviluppo dei cantieri, ecc. Non stiamo parlando di un’opera marginale, ma di una infrastruttura che inciderà fortemente sul futuro economico, e non solo, dell’intera area pedemontana veneta”.

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