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Spettacolo gender, il Pd: “C’è libertà di espressione”

Prosegue il duello a distanza sui diritti civili e sulla libertà di espressione. Il sasso nello stagno era stato gettato ieri dall’assessore regionale veneto, all’istruzione e al lavoro, Elena Donazzan, che aveva preso carta e penna e scritto una lettera al ministro Fedeli chiedendole di non consentire alle scuole di assistere allo spettacolo “Fa’afafine” nel quale si parla di un bambino trangender. E’ adesso il segretario cittadino del Partito Democratico, Enrico Peroni, a rispondere all’assessore regionale ricordandole che in Italia esistono ancora dei diritti.

“La libertà d’espressione – scrive il segretario del Pd di Vicenza – è un diritto fondamentale di ogni essere umano, protetto dalla nostra Costituzione. In particolare la libertà d’espressione del mondo delle arti e della cultura è alla base per lo sviluppo e dell’evoluzione della società. La programmazione dello spettacolo Fa’afafine del prossimo 7 marzo, al teatro Astra di Vicenza, ha prodotto la reazione dell’assessore Donazzan che si è cimentata in un altro tipo di spettacolo: la censura preventiva”.

“Noi democratici vicentini – continua Peroni – siamo convinti che una istituzione culturale come il centro di produzione teatrale La Piccionaia sia una garanzia, che vanta una proposta di alto profilo culturale e sociale. Per queste ragioni reputiamo ogni genere di censura pericolosa per la nostra comunità e ci batteremo in ogni modo a tutela della piena libertà artistica. In questo caso, come in ogni altro ci impegneremo a tutelare la libertà d’espressione”.

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