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Patrimonio Unesco, Vicenza non è da black list

E’ stata consegnata oggi all’amministrazione comunale di Vicenza la Valutazione di impatto sul patrimonio (Hia) relativa al sito Unseco “La città di Vicenza e le ville del Palladio nel Veneto”, commissionata dal Comune in seguito a una raccomandazione promossa da Icomos, il braccio operativo di Unesco. A dare il loro giudizio sono stati gli esperti Katri Lisitzin, Francesco Sbetti e Katia Basili, degli studi “K. Lisitzin” e “Sistema” che hanno vinto una gara pubblica ed analizzato l’impatto sul patrimonio Unesco di sei progetti elaborati, e in parte già realizzati, nel territorio comunale sdopo l’assegnazione del titolo, nel 1994.

“La fotografia non restituisce un sito in immediato pericolo – è il loro giudizio -. Vicenza non è da black list. Tant’è che abbiamo suggerito una serie di mitigazioni che possono certamente preservarne il valore di rilevanza mondiale. Le amministrazioni sono abituate a lavorare limitandosi al rispetto delle norme, ma chi detiene un patrimonio dell’umanità deve acquisire una diversa e più ampia cultura nella progettazione e nella valutazione dei progetti”.

Per quanto riguarda invece i progetti e le realizzazioni urbanistiche che potrebbero mettere a rischio, per Vicenza, il titolo di Patrimonio dell’Umanità, sono come è noto la base militare americana, nella zona dell’ex aeroporto Dal Molin, con il vicino Parco della Pace, il Piruea Cotorossi a Borgo Berga, la linea ferroviaria alta capacità alta velocità, la tangenziale di Vicenza, il progetto di riqualificazione dell’ex convento di San Biagio, e le previsioni urbanistiche nell’area di Villa Trissino.

“Sui primi tre progetti – spiega in una nota il Comune di Vicenza – Icomos stesso ha suggerito di realizzare tale analisi al Comune, che ha voluto estendere lo studio anche agli altri tre temi. Per ciascuna area gli esperti hanno definito criticità e possibili mitigazioni, precisando che con il documento consegnato oggi all’amministrazione inizia un processo che coinvolgerà tutti gli enti e le associazioni che fanno parte di questo sito seriale per la definizione non solo dei correttivi, ma anche di un nuovo pensiero indispensabile nella progettazione delle nuove opere. Solo al termine di questo percorso sarà redatta la valutazione definitiva che sarà inviata a Icomos”.

“E’ positivo – ha commentato il vicesindaco, Jacopo Bulgarini d’Elci, – il fatto che venga esclusa l’idea che Vicenza si possa trovare in immediato pericolo, ovvero che il nostro sito possa essere inserito nella black list, ma nel contempo questo studio rappresenta una situazione che richiede dei correttivi. Dobbiamo impegnarci di più e con una consapevolezza nuova su alcuni temi che hanno riguardato amministrazioni di diverso colore politico . E’ necessaria una maggiore capacità di coniugare sviluppo e crescita con la tutela e la conservazione del paesaggio”.

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