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Jobs Act, Cgil: “Inizia la campagna referendaria”

“Dopo la decisione della Consulta, inizia la nostra campagna referendaria per cambiare norme sbagliate che hanno cancellato diritti dei lavoratori e introdotto ulteriore precarietà, in particolare per i giovani e per coloro che hanno perso il lavoro”. E’ il commento del segretario provinciale della Cgil, Giampaolo Zanni, parole pronunciate dopo la decisione della Corte Costituzionale di ammettere due dei tre referendum abrogativi di punti della riforma del lavoro, meglio conosciuta come Jobs Act, voluta dal governo Renzi e duramente contestata dalla Cgil, punti sui quali il sindacato ha raccolto oltre tre milioni di firme nei mesi scorsi.

Giampaolo Zanni
Giampaolo Zanni

“Finalmente – aggiunge Zanni – potremo votare per ridare diritti ai lavoratori coinvolti nei cambi d’appalto, nei casi di inadempienza della ditta che ha ricevuto l’appalto, e per eliminare il lavoro retribuito con i voucher, che dopo essere stati estesi a qualsiasi tipo di attività hanno avuto un aumento del 27 mila percento, andando così a sostituire veri contratti di assunzione ed ovviamente le tutele che questi assicurano”.

Per quanto riguarda il terzo quesito referendario, sull’abrogazione delle nuove norme in tema di licenziamento individuale, che di fatto hanno cancellato l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori il segretario giudica “grave che la Consulta, dopo le tante pressioni di tipo politico viste nei giorni scorsi, abbia ritenuto non ammissibile la nostra richiesta. Comunque – continua Zanni – la Cgil attende di conoscere le motivazioni e si riserva di avanzare un ricorso alla Corte di giustizia europea. In ogni caso questa decisione non fermerà la nostra battaglia per cancellare la non possibilità di ottenere giustizia nei casi di licenziamenti individuali senza giusta causa”.

Il segretario generale della Cgil di Vicenza chiede poi che il governo fissi al più presto la data della consultazione referendaria e rispetto a possibili cambiamenti delle norme contestate per evitare i referendum avverte che ilo sindacato non accetterà modifiche di facciata, che “sostanzialmente non cambiano realmente le norme oggetto dei referendum. Il nostro obiettivo ricorda Zanni –  è la costruzione di una nuova complessiva legislazione sul lavoro e sui diritti dei lavoratori, che dia finalmente diritti e certezze ai milioni che lavorano con contratti precari, estendendo queste ultime anche al mondo del lavoro autonomo precario e povero, come quello di tante persone che lavorano con partita Iva”.

Infine il segretario lancia un’appello alle associazioni, ai movimenti, alle forze politiche ed ai cittadini che hanno a cuore questi problemi e la sorte delle lavoratrici e dei lavoratori per “lavorare assieme per aprire nel paese un grande confronto, e convincere così il maggior numero di elettori a partecipare alla prossima consultazione referendaria, superando in tal modo il quorum e rendendo valido il voto del popolo”.

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