Influenza aviaria, deroghe venatorie sospese in Veneto

Uno dei ceppi virali dell’influenza aviaria è stato trovato in un volatile selvatico, in Veneto, più precisamente nella laguna di Grado, e per questo la Regione Veneto ha attivato le misure previste dal protocollo comunitario e nazionale in materia, sospendendo tutte le deroghe che riguardano le attività venatorie che possano aumentare i rischi legati alla diffusione del virus nel territorio. Tra le tipologie di uccelli interessate ci sono i Caradriformi e gli Anseriformi. “La Regione Veneto ė stata tra le prime ad attivarsi a seguito della segnalazione del ministero della Salute”, ha sottolineato l’assessore regionale alla caccia, Giuseppe Pan, che, in stretta sintonia con l’assessore alla sanità, Luca Coletto, sta monitorando i vari aspetti della questione e assumendo i necessari provvedimenti.

“Quanto accaduto negli anni scorsi in materia di influenza aviaria – ha aggiunto Pan – ha consentito di mettere a punto una rete di allerta che, grazie alla supervisione dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, che opera quale centro di referenza nazionale, ha consentito una immediata attivazione a livello locale. Mentre sono già in fase di adozione i provvedimenti che limitano alcune attività venatorie, ho già provveduto ad informare le strutture amministrative e i corpi di polizia a livello provinciale, oltre a tutte le associazioni venatorie”.

“In questa vicenda – ha messo in evidenza l’assessore – risultano fondamentali l’immediata risposta da parte del territorio e il modello di coordinamento operativo e gestionale in materia di vigilanza venatoria che ha costituito la base del recente provvedimento di legge, proposto dalla Giunta, e approvato in modo condiviso dal Consiglio Regionale. Il rinvenimento del selvatico colpito da aviaria ha immediatamente attivato questo protocollo operativo dimostrando l’efficacia del monitoraggio territoriale capillare e continuo che ha come finalità anche la tutela sanitaria delle popolazioni di fauna selvatica”.

“Il controllo territoriale e l’immediata attuazione delle misure coordinate di vigilanza straordinaria smentiscono con i fatti – ha concluso l’assessore – quell’idea riduttiva di un settore venatorio, attento solo al mero consumo del patrimonio faunistico veneto. La gestione corretta di questo caso di aviaria e delle correlate misure di biosicurezza rappresenta una ulteriore opportunità per valorizzare l’impegno vero del servizio venatorio e per mettere in un angolo comportamenti negativi prima ancora che sanzionabili “.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *