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Un momento del Tavolo regionale, che si è tenuto stamattina a Venezia
Un momento del Tavolo regionale, che si è tenuto stamattina a Venezia

Disabilità, al via il riordino dei Centri diurni

Come già riportato un paio di giorni fa, si è tenuto questa mattina, a Venezia, un tavolo regionale con il quale è iniziata la revisione dell’attuale sistema di finanziamento dei centri diurni frequentati da persone con disabilità. L’obiettivo di questa azione è quello di arrivare, entro tre anni, ad avere un sistema di servizi capillare e omogeneo in tutta la Regione, che riesca ad offrire le stesse opportunità in tutte le province, a costi omogenei e sostenibili. In pratica si punta a dare equità ai finanziamenti e ad aggiornare i servizi.

Ad oggi sono circa 6.300 le persone con disabilità grave, fisiche e psichiche, che frequentano i centri diurni. Uno su quattro (circa 1.500) frequenta un centro pubblico, gestito dalle Ulss, mentre gli altri strutture accreditate, gestite da cooperative, associazioni o realtà del terzo settore, e sostenute dal finanziamento regionale. Finanziamenti che sono diversificati, in relazione alla gravità dell’handicap, alla tipologia dei centri diurni e delle loro attività, alle peculiarità e alla storia dei territori.

“Ho voluto riunire attorno allo stesso tavolo – ha precisato l’assessore regionale al sociale, Manuela Lanzarin, – i presidenti delle Conferenze dei sindaci delle 21 ex Ulss, i direttori socio sanitari delle 9 nuove Ulss, i dirigenti delle strutture assistenziali e i rappresentanti delle federazioni delle cooperative sociali e delle associazioni del terzo settore che gestiscono i 286 centri diurni attivi in Veneto, per concordare il percorso di definizione e di applicazione delle rette pro capite che la Regione riconosce a queste strutture”.

“E’ la prima volta – ha continuato – che la Regione avvia un percorso condiviso di questo tipo, nel tentativo di responsabilizzare e di coinvolgere tutte le parti verso una politica di attenzione alla domanda di assistenza all’handicap, che arriva sempre più forte dalle famiglie e dalle comunità locali. E’ necessario affrontare con una visione nuova il problema dei servizi alle persone disabili. Ma in un quadro di crescente riduzione delle risorse e di fronte all’attuale disomogeneità di rette e di servizi nel territorio, ho ritenuto doveroso chiedere l’impegno di tutti per ridefinire il tipo di servizi, le modalità di finanziamento e l’impegno economico di Regione, Ulss e Comuni”.

“In base ad una simulazione di costo elaborata dal tavolo – ha spiegato Lanzarin -, la Regione Veneto metterà in campo 8,8 milioni di euro per avviare un’operazione di riequilibrio e di progressivo avvicinamento alla retta standard. Ai Comitati dei comuni chiediamo di reperire altri 4,4 milioni di euro, in modo da riconoscere alle strutture accreditate un progressivo e graduale riallineamento economico della quota pro-capite. Se tutti faranno la loro parte, sarà possibile superare l’attuale diversificazione e riconoscere a tutte le strutture semiresidenziali accreditate del Veneto rette adeguate ai servizi offerti. Inoltre sarà anche possibile liberare nuove risorse per promuovere servizi sperimentali e fornire risposte assistenziali alle domande dei tanti disabili che ancora non trovano accoglienza nelle strutture pubbliche o del privato-sociale”.

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