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Caldogno, il Tar dà ragione al Comune sul Centro Equestre

E’ stato respinto, dal Tar del Veneto, il ricorso presentato da Italia Nostra contro il progetto del Centro equestre di Caldogno. I giudici amministrativi hanno dunque ritenuto regolare il complesso iter burocratico, seguito da Comune di Caldogno, Provincia di Vicenza, Regione Veneto, Nuova Caldogno srl, Askoll srl e Italconst spa, per arrivare all’accordo di programma che rende possibile la realizzazione della struttura su un’area di oltre 230 mila metri quadrati, attualmente in parte incolta e in parte utilizzata per coltivazioni intensive, inaccessibile ai cittadini.  Si tratterà, in buona sostanza, di un grande parco pubblico, aperto gratuitamente 365 giorni all’anno, che ospiterà anche strutture per eventi equestri, fiere, spettacoli, concerti, manifestazioni culturali.

“Il progetto – spiega l’amministrazione comunale di Caldogno in una nota – è il risultato di anni di approfondite analisi del territorio, osservazioni, assemblee, tavoli tecnici di confronto. La prima approvazione da parte del consiglio comunale risale al febbraio 2011; a fine 2013 era giunta la dichiarazione di interesse regionale dell’opera, seguita nell’aprile 2015 dalla sottoscrizione dello schema dell’accordo tra Regione e soggetto promotore; quindi l’ultima firma del governatore Luca Zaia per l’esecutività, giunta all’inizio di marzo 2016″.

“Un iter burocratico – continua la nota – che il ricorso presentato da Italia Nostra aveva messo in discussione, reclamando l’illegittimità dello stesso Piano di assetto del territorio e del Piano degli interventi adottati dal Comune di Caldogno, oltre che dell’accordo di programma per il progetto specifico. Se il Tar avesse dato ragione all’associazione, dunque, l’intera programmazione urbanistica comunale, per gli anni a venire, anche al di là del Centro equestre, sarebbe risultata da rivedere. Non solo: all’interno del Pat era compreso anche il vincolo di destinazione dei terreni in cui è stato realizzato il bacino di laminazione, il cui intero iter burocratico sarebbe stato messo in discussione nonostante l’opera sia già entrata in funzione e metta finalmente in sicurezza dal rischio di nuove alluvioni sia Caldogno che Vicenza”.

“Siamo sempre stati attenti a seguire ogni passaggio scrupolosamente – ha osservato Marcello Vezzaro, ex sindaco ed attuale assessore all’urbanistica del Comune di Caldogno -, perché la salvaguardia e la valorizzazione del territorio è stata la nostra priorità. Adesso ci auguriamo che si creino le condizioni favorevoli perché il privato porti a compimento quest’opera di interesse regionale, che porterebbe grandi benefici, diventando un volano importante anche per la valorizzazione turistica di Caldogno”. Soddisfatto anche l’attuale sindaco, Nicola Ferronato. “La nostra amministrazione – ha sottolineato – non si è limitata a gestire il presente, ma si è assunta la responsabilità di programmare lo sviluppo futuro: una filosofia che continueremo a seguire con convinzione”.

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