Bassano e dintorni

A Bassano si parla di “Cinema e Prima guerra mondiale”

Bassano – Domani, sabato 28, a Bassano del Grappa, è in programma l’ultimo incontro degli eventi collaterali della mostra dedicata alla Grande guerra, intitolata “Frammenti. Bassano e la memoria 1914/1918/2016”, allestita negli spazi della Galleria civica del museo civico e visitabile fino al 19 febbraio. Questo appuntamento, che inizierà alle 17 in sala Chilesotti, si intitola “Immagini dal fronte della tragedia. Il cinema e la Prima guerra mondiale” ed avrà come relatore Francesco Tessarolo, professore del liceo Brocchi e presidente dell’Associazione volontari della libertà, Avl. Attraverso spezzoni di film, tratti in particolare da “La grande guerra” di Mario Monicelli e da “Uomini contro”, diretto da Francesco Rosi, e di documentari dell’istituto Luce, sarà affrontato il tema della dinamica tra il cinema e la guerra.

“Durante i primi anni della Prima guerra mondiale – ha spiegato Tessarolo – i cineasti e gli operatori non potevano accedere al fronte, ma potevano documentare solo quello che gli alti comandi volevano fosse reso noto. In seguito, invece, con la prosecuzione del conflitto ben oltre le previsioni, furono proprio i registi a dare un’idea di quello che era veramente il conflitto. Questa giovane arte dell’immagine in movimento era molto efficace per coinvolgere e per dimostrare la realtà del fronte”.

Lo sfruttamento del mito della Grande guerra, nel ventennio fascista, è imponente. Per uno sguardo meno retorico e celebrativo del conflitto si dovrà attendere la fine degli anni 50, con la pellicola “La Grande guerra”. “Di quest’opera – ha continuato – metteremo in luce i pregi, ma soprattutto l’impatto pesante e del tutto inatteso che ebbe la censura nel condizionare le scelte del regista, ancora prima che venisse dato il primo ciack. Un tema, questo, che si ritrova anche nel secondo film del quale parleremo, vale a dire Uomini contro, che dimostra un punto di vista privo di questi condizionamenti. Anche se, lo stesso regista, in un’intervista del 1998 disse che la censura non c’era stata, ma di fatto il suo film, realizzato nel 1970, fino al 1998 non era mai stato trasmesso in televisione, lasciando intendere una sorta di censura silenziosa, ma altrettanto efficace”.

Ilaria Martini

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button