Vicenza, il Comune risponde all’Unesco

“Il Comune ha agito con responsabilità e celerità, prendendo sul serio le sollecitazioni di Icomos nonostante le molte imprecisioni presenti nelle segnalazioni dei comitati. Riteniamo infatti il titolo Unesco un elemento ormai costitutivo e identitario della città e del territorio. Per questo non solo abbiamo fatto, bene e presto, quanto ci ha richiesto Icomos, ma abbiamo anche dato vita a una riflessione molto profonda e mai fatta prima sul cambio culturale che comporta essere oggi patrimonio dell’umanità”.

E’ con queste parole che il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci ha annunciato oggi l’invio, al Ministero dei beni culturali, del riscontro alle obiezioni mosse dal Icomos, braccio operativo di Unesco, sullo stato di conservazione del sito “La città di Vicenza e le ville del Palladio nel Veneto”. Ricordiamo infatti che in febbraio, dopo  alcune segnalazioni di comitati di cittadini, il Comune di Vicenza ha ricevuto da Icomos una richiesta di chiarimenti su un possibile impatto sul patrimonio Unesco che deriverebbe dalle scelte urbanistiche degli ultimi anni.

Al centro della questione ci sono la base americana Del Din, il complesso ex Cotorossi di Borgo Berga e il progetto per il passaggio da Vicenza dell’alta velocità ferropviaria. Icomos ha anche chiesto al Comune di realizzare a proprie spese una valutazione di impatto sul territorio (Hia), e di ospitare una missione di suoi funzionari. Ai primi di aprile il Comune ha dato la sua disponibilità, sia ad accogliere la missione sia all’avvio di una Hia. “A questo proposito – ha spiegato Bulgarini d’Elci – in queste settimane un tecnico sta completando la verifica non solo sulla caserma Del Din, Borgo Berga e l’alta velocità ferroviaria, ma anche, su indicazione del Comune, sul nuovo sistema delle tangenziali, sulla riqualificazione di San Biagio e sui lavori previsti in prossimità di Villa Trissino Cricoli”.

Ed è in attesa del completamento dello studio, previsto per il 9 gennaio, che l’amministrazione comunale berica ha inviato in questi giorni al Ministero un ampio e dettagliato riscontro. “In relazione all’insediamento americano Del Din – spiegano da Palazzo Trissino -, e all’obiezione di non aver effettuato una consultazione preliminare, viene ricordato come il Comune di Vicenza, nel 2008, tentò di promuovere una consultazione popolare, stoppata da una sentenza del Consiglio di Stato. Nella relazione si segnala inoltre come il Comune si sia battuto per ottenere dal governo l’area verde ad est della base per realizzarvi, attraverso un percorso partecipativo, il grande Parco della Pace, con funzione di area filtro tra l’insediamento militare e il territorio circostante”.

Rispetto all’area dell’ex Cotorossi, il documento inviato al Ministero sottolinea, tra l’altro,” l’intervento armonizzatore introdotto dall’architetto Gonçalo Byrne con la variante del 2009, comprensiva di un progetto del verde affidato al paesaggista João Nunes”, e precisa come “per riconsiderare il completamento del complesso si debba attendere l’esito delle indagini della Procura”.

Infine, in merito alla linea Ac/Av, la relazione ribadisce che la soluzione del tunnel sotto Monte Berico è da tempo definitivamente superata e che proprio su input del Comune RFI ha realizzato uno studio comparativo tra tre diverse soluzioni sottoposte ad ampia consultazione e discussione con la cittadinanza, fino alla scelta da parte del consiglio comunale di quella ritenuta meno impattante, con il mantenimento della stazione in viale Roma, la realizzazione di una fermata periferica in zona Fiera e la creazione di una nuova linea di filobus elettrico.

“A differenza di chi, qui in città, ha incredibilmente chiesto che Vicenza sia espulsa dall’Unesco – è la conclusione di Bulgarini d’Elci – mi sembra che questi documenti dimostrino come l’amministrazione abbia profondamente a cuore il mantenimento di questo prestigioso riconoscimento. Siamo consapevoli che anche una città storica come la nostra debba dotarsi di infrastrutture che possono aver impatti anche importanti. La sfida oggi è prevedere tutte le mitigazioni che ci consentono di mantenere la dovuta protezione”. La documentazione inviata al ministero è disponibile in questa pagina.

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