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Venezia, Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale - Foto: Alma Pater (CC)
Venezia, Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale - Foto: Alma Pater (CC)

Veneto-Campania, polemica tra Zaia e De Luca

“Se i veneti stanno meglio e vivono di più dei campani, la colpa non è del Veneto, ma di coloro che non hanno saputo usare bene i molti finanziamenti avuti per garantire la salute ai campani. Noi stiamo chiedendo l’autonomia, se de Luca è convinto di fare meglio la chieda anche lui e dimostri quanto vale”. Con queste parole il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia risponde alla polemica lanciata dal governatore della Campania, Vincenzo de Luca, su presunte sperequazioni nel riparto dei fondi sanitari nazionali, che causerebbero una diversa aspettativa di vita tra le regioni d’Italia.

“L’equa suddivisione del malessere che de Luca avrebbe voluto, sostenendo il sì al referendum – aggiunge Zaia –, non avrebbe avuto altro effetto che influire negativamente sui servizi alla gente delle Regioni virtuose, non avrebbe certamente aiutato a migliorare quelli ai campani. Se il collega vuole, glielo mandiamo noi un commissario che ci sappia fare, primo perché vogliamo bene ai cittadini della Campania e se li possiamo aiutare lo facciamo volentieri, secondo perché ogni anno noi mandiamo a Roma 21 miliardi di residuo fiscale attivo, parte dei quali vengono usati anche per la sanità in Campania, e saremmo ben felici che venissero spesi meglio sprecando meno”.

“Quanto alla definizione di austro-ungarici che il presidente della Campania ci assegna, quasi fosse un demerito – conclude Zaia –, sappia che ne siamo orgogliosi, soprattutto per il significato di popolo serio, lavoratore, attento ai propri diritti e ai doveri della pubblica amministrazione. Un popolo del quale sono fiero, al quale chiedo di essere giudicato per il lavoro che svolgo. Altri giudizi, come quelli espressi da De Luca, non mi interessano”.

Un commento

  1. Gli sproloqui del Presidente de Luca si commentano da soli, un pensiero di stima e un contemporaneo grido di dolore per i fratelli campani e per il Popolo campano mi sembra doveroso, tuttavia una severa e imparziale analisi introspettiva da parte della “presidenza, porterebbe sicuramento ad un miglioramento nella qualità amministrativa della Regione campana”,imputare la propria palese inefficenza a fattori esterni, molto spesso, cela la totale incapacità all’autocritica , il che aggiunge recidiva stagnazione, e totale inibizione aqualsiasi miglioramento.
    Cordialità
    Antonio Lanaro

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