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La base militare americana nell'area ex Dal Molin
La base militare americana, con davanti l'area ex Dal Molin

Usa all’ex Dal Molin, de profundis per la tangenziale?

Dal Coordinamento Cristiano per la Pace, di Vicenza, riceviamo e pubblichiamo.

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L’articolo 6 della convenzione Unesco, sottoscritta anche dagli Stati Uniti, stabilisce che “ogni Stato si impegna ad astenersi deliberatamente da ogni provvedimento atto a danneggiare direttamente o indirettamente il patrimonio culturale e naturale situato nel territorio di altri Stati partecipi della convenzione”. Come noto, nel rapporto datato dicembre 2015 Icomos ha osservato che “la costruzione della nuova base americana a Vicenza, all’ex aeroporto Dal Molin, nonostante sia stata costruita fuori dalla buffer zone, avrà certamente, come minimo, impatti indiretti, sia tangibili che intangibili, sul sito La città di Vicenza e le ville del Palladio nel Veneto”, raccomandando “di avviare con la massima urgenza una Valutazione di impatto sul patrimonio del sito (Hia)”.

Nonostante questo, come autorevolmente confermato il 10.11.2016 da Roberto Cattaneo, portavoce del comitato Si Dal Molin (nonché dipendente della base Usa Ederle e membro del Comipar), mentre a Vicenza si sta concludendo la Hai chiesta dall’Unesco, al Dal Molin fervono i lavori “per la costruzione di una struttura per le esercitazioni dei parà. L’intervento è stato approvato qualche mese fa dal Comipar” .

Contrariamente a quanto ha detto il portavoce del comitato Si Dal Molin, i lavori di ampliamento della base Usa sono in corso proprio nell’area in cui il Piano di assetto del territorio (Pat) e il Piano degli interventi prevedono il tracciato della tangenziale di Vicenza. Come noto il protocollo d’intesa sulla tangenziale di Vicenza non è stato sottoscritto né dal Comune di Caldogno, né dal comune di Monticello Conte Otto e, pertanto, le ruspe americane nuovamente in azione al Dal Molin sanciscono definitivamente il de profundis per la tangenziale di Vicenza che, pertanto, avrà il proprio terminal presso la base militare Usa.

Nel richiamare anche la risoluzione n. 259 del 6.10.2010 del Congresso Usa che ha riconosciuto “l’immensa influenza del Palladio sull’architettura degli Stati Uniti esprimendo la propria gratitudine per l’arricchimento che la sua vita e la sua carriera hanno conferito all’ambiente costruito della nazione americana”, chiediamo che la Hia valuti:

  • se gli Usa hanno contravvenuto all’art. 6 della convenzione Unesco;
  • di invitare il comando Usa a smantellare l’infrastruttura in costruzione quale primo, anche se molto modesto, segnale di mitigazione;
  • l’incompatibilità delle previsioni di accesso alla base Usa con quanto previsto dal Pat e dal Piano degli interventi lungo il Bacchiglione (sia verso viale Ferrarin che a nord).

Qualora la nuova struttura militare non venisse smantellata anticipiamo che, prima dell’arrivo della Advisory Mission Unesco, presenteremo richiesta di togliere dal Pat e dal Piano degli interventi, sia il quarto stralcio della tangenziale nord (dalla Marosticana alla Sp 46), sia il collegamento alla base Dal Molin dalla Sp46 perché in contrasto con il protocclo d’intesa del 28.08.2013 che era volto ad “armonizzare la nuova base Usa Dal Molin con gli interessi dei vicentini”.

Cristiani per la pace – Vicenza

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