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Sit (Aim Group) chiude il sito di Sandrigo. 50 licenziati

Ancora un buon numero di posti di lavoro che si perdono in una realtà produttiva della nostra provincia. Stavolta succede a Sandrigo, dove  la società Sit Spa (Società igiene territorio), appartenente ad Aim Group, ha comunicato nei giorni scorsi la chiusura della linea di selezione della piattaforma di Sandrigo ed il mantenimento in esercizio della sola linea di prepulizia, con una conseguente riduzione dei livelli occupazionali. E ad essere interessato sono, anche questa volta i lavoratori di una cooperativa che opera in appalto, lavoratori che sono ora in stato di agitazione dichiarato dal sindacato che li rappresenta, ovvero Fit Cisl.

La cooperativa in questione è la Idea Lavoro, i cui dipendenti, appresa la notizia, hanno inizialmente dimostrato forte coesione e solidarietà, dando mandato al sindacato di proporre all’azienda di “mettere in atto qualsiasi iniziativa atta a salvaguardare i posti di lavoro di tutti gli addetti, compresa la riduzione degli orari lavorativi per tutti”. La Sit però ha ritenuto questa strada non percorribile ed ha comunicato alla coop Idea Lavoro la chiusura totale del sito di Sandrigo.

“I lavoratori – si legge in una di Fit Cisl, a firma di Laura Chioccarello, – saranno presto coinvolti in una procedura di licenziamento collettivo. Ieri abbiamo ricevuto la comunicazione formale di apertura della procedura di licenziamento collettivo e giudichiamo la cosa inaccettabile. Questa drastica iniziativa unilaterale di Sit arriva dopo anni di sacrifici sopportati dai lavoratori che, nonostante le difficili condizioni di lavoro e i frequenti cambi di appalto, hanno sempre sostenuto le attività aziendali, affiancati dalla Fit Cisl, in un lento ma progressivo percorso di miglioramento delle condizioni di lavoro”.

“Sono innumerevoli – continua la sindacalista – le promesse fatte e mai mantenute, a partire dalla pseudo ristrutturazione del sito, annunciata più volte quest’anno come di prossima realizzazione ed il cui investimento (oltre un milione di euro) costituiva parte integrante del piano industriale di Sit e di Aim Group. E’ inaccettabile quindi un brusco cambio di rotta come questo. Infatti, sebbene fosse nota la difficile situazione finanziaria di Sit Spa, che determina un costante ritardo anche nella corresponsione delle retribuzioni dei lavoratori, nell’ottobre 2016 veniva ancora prospettata  una soluzione definitiva, che avrebbe assicurato regolarità nei pagamenti nel 2017. In realtà, la soluzione definitiva consisteva nella chiusura del sito e nel licenziamento dei lavoratori”.

Il sindacato conclude esprimendo piena solidarietà ai lavoratori e li invita “a sostenere una battaglia comune, assicurando la messa in atto di tutte le azioni atte a garantire la maggior tutela possibile”.

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