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Salta il presepe vivente di Villaga. E’ un addio?

Il presepe è un simbolo cristiano che racconta la povertà e la scarsità di mezzi. A Villaga, però, questo concetto è stato reso ancora più attuale dai tagli alla cultura e il risultato è che l’edizione 2016 del presepe vivente non ci sarà. La settima edizione di questo evento biennale, che si doveva svolgere, come da tradizione, in una cornice suggestiva, quelle delle grotte preistoriche, è dunque saltata e sono gli organizzatori a comunicarlo e a spiegarne i motivi.

“Il nostro – ha spiegato Antonio Gotter, fondatore e coordinatore – è un presepio unico, grazie allo scenario naturale delle grotte di San Donato, e ad un’intera comunità mobilitata per mesi nell’allestimento e realizzazione delle scene. Duecento figuranti, decine di volontari tra alpini, carabinieri, protezione civile, coinvolti. Visitatori in fila anche per ore pur di assistere alla manifestazione, che nel 2014, ha fatto registrare più di 10 mila presenze”.

“Chi giunge a Pozzolo-Villaga, sa che il grande afflusso di visitatori deve fare i conti con l’aspetto logistico dell’ambiente collinare, con parcheggi da gestire, luci da posizionare, scene da allestire, punti di ristoro e soccorso. Non ultimo il trasporto di bus navetta per i visitatori. Una macchina organizzativa complessa con dei costi che devono confrontarsi anche con le condizioni meteo, calcolati sui 30 mila euro complessivi”.

Il tutto fino ad oggi, senza alcun costo per il visitatore. “Abbiamo sempre chiesto un’offerta libera. Per quanto riguarda i contributi dell’edizione 2014, 1500 euro sono stati erogati dall’amministrazione comunale e 3 mila dalla Regione, incassati solo nel 2016, con la notifica che non ci sarebbero stati altri contributi futuri, per colpa dei tagli alla cultura”.

Problemi economici, disaffezione politica e assenza di sponsor hanno dunque messo in ginocchio l’organizzazione. “E’ stato doloroso – ha concluso Gotter – dover prendere la decisione di posticipare, speriamo al 2017, il presepio. I costi dell’edizione 2014, lievitai a causa di una nevicata, e la scarsità dei finanziamenti per il 2016 non ci ha lasciato margini. Anche introducendo un piccolo biglietto, i costi con l’assenza del supporto della Regione sarebbero stati insostenibili di fronte all’imprevedibilità del meteo”.

“E’ quasi una vergogna – ha commentato il primo cittadino di Villaga, Eugenio Gonzato – dover assistere alla perdita di una delle tradizioni natalizie più significative del Veneto per mancanza di aiuti. Così, mentre si finanziano campagne per l’identità e l’insegnamento della lingua veneta, si lasciano morire appuntamenti come questi, che fanno parte dell’identità di un territorio come di tutta la regione”.

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