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Addio a Renzo Ghiotto, l’ultimo dei “Piccoli Maestri”

Addio a Renzo Ghiotto, vicentino di Montecchio Maggiore, partigiano prima e imprenditore illuminato dopo, noto per essere stato, durante la Resistenza, uno di quei “Piccoli maestri” raccontati nel celebre romanzo di Luigi Meneghello. Ghiotto si è spento ieri, a 92 anni, all’istituto Trento di Vicenza, dopo una vita trascorsa all’insegna dei suoi ideali e delle sue convinzioni. Nei tragici anni della guerra era stato partigiano, come dicevamo, noto con il nome di battaglia di Tempesta, combattendo sull’Altopiano assieme allo stesso Meneghello e ad Antonio Giuriolo.

Tornata la pace, aveva vissuto alcuni anni all’estero, in Argentina, per poi diventare imprenditore di successo una volta rientrato in Italia e nel suo Veneto. E’ stato infatti il cofondatore della Lowara, un’azienda che ancora oggi è un soggetto di livello internazionale nel comparto delle pompe idrauliche. Era fratello di Renzo Ghiotto, giornalista e scrittore più anziano di lui di un anno, scomparso nel 1986, con il quale aveva condiviso l’impegno antifascista e gli ideali di giustizia e di libertà.

Tra le ultime presenze pubbliche di Renzo Ghiotto da segnalare la sua orazione, due anni fa, in Piazza dei Signori, a Vicenza, nelle celebrazioni del 25 aprile, e la sottoscrizione di una richiesta al sindaco Variati, nei mesi scorsi, assieme a Dante Caneva, un altro “piccolo maestro” di recente scomparso, affinché facesse togliere la bandiera civica di Vicenza, decorata con la Medaglia d’oro per la Resistenza, dalla sala del municipio che doveva ospitare un convegno su Giorgio Almirante. Lascia la moglie, Laura Bettini, e una figlia, Camilla.

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