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Il torrente Poscola, a Trissino
Il torrente Poscola, a Trissino

Pfas, partono i piani di monitoraggio della Regione

Una vasta azione sanitaria, per verificare la presenza e gli effetti della contaminazione delle acque da sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) sul territorio regionale, è stata avviata dalla giunta regionale del Veneto che, su proposta dell’assessore alla sanità Luca Coletto, ha approvato due Piani di intervento. Si tratta del Piano di sorveglianza sulla popolazione esposta alle sostanze perfluoroalchiliche e del Piano di campionamento per il monitoraggio degli alimenti in relazione alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche in alcuni ambiti della Regione del Veneto. Nell’occasione la Giunta ha disposto un ulteriore finanziamento di 400 mila euro. Si stima che per il primo anno di attività del monitoraggio saranno necessari circa tre milioni di euro.

“Siamo sul pezzo sin da quando emerse il problema – ha ricordato il presidente della Regione, Luca Zaia, – e ci preoccupammo prima di tutto di mettere in sicurezza gli acquedotti, operazione portata a termine in pochi giorni. Ora si va più a fondo, a verificare se e quanto male hanno fatto queste sostanze all’ambiente complessivo e alle persone, e quali cure e attenzione sono necessarie. Continueremo la più stretta collaborazione con le Procure, mettendo a disposizione della magistratura gli esiti dei monitoraggi nell’ottica di accertare le responsabilità e i danni provocati”.

“Tralasciando gli aspetti giuridici della vicenda, nella quale la Regione è evidentemente vittima come i cittadini, – ha aggiunto Coletto – si tratta ora di monitorare la salute delle persone e dei prodotti agricoli. Anche su questo aspetto, nel tempo si sono succedute le ricette più svariate. Noi abbiamo scelto la strada del rigore scientifico, lavorando fianco a fianco con l’Istituto superiore di sanità. Le prime lettere di convocazione per entrare nello screening, che è su base volontaria, sono già partite e riguardano i ragazzi di 14 anni. Tutte le prestazioni saranno esenti da ticket, così come le eventuali cure che dovessero essere necessarie”.

Il Piano di sorveglianza sulla popolazione esposta alle sostanze perfluoroalchiliche interesserà circa 85 mila persone e si basa sulla considerazione che la popolazione esposta ai Pfas possa presentare un maggior rischio di malattie croniche, di solito determinate da quattro fattori di rischio: fumo, alcool, sedentarietà e sovrappeso. Questa parte della popolazione è stata però esposta anche ad un quinto fattore di rischio, rappresentato dai Pfas, che secondo gli studi può essere associato a modifiche del metabolismo glicidico e lipidico e quindi predisporre a condizioni di rischio per le malattie croniche.

Il Piano è basato su un razionale che descrive il percorso che ha portato alla individuazione dell’area di massimo impatto sanitario individuata come “area rossa”, riconducibile a 21 Comuni che si trovano nelle Province di Vicenza, Padova e Verona (nelle due immagini di infografica sopra, cliccare per ingrandirle). L’area rossa è stata inoltre classificata in Area Rossa A ed Area Rossa B, sulla base di parametri di contaminazione delle acque superficiali e profonde.

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