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Referendum, Vicenza Capoluogo è per il Sì

L’associazione civica Vicenza Capoluogo invita i cittadini a recarsi alle urne domenica 4 dicembre per esprimersi sul referendum della riforma costituzionale. L’invito scaturisce proprio da quanto è scritto nella Costituzione all’articolo 48: “il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.”

L’azione civica è sempre stata orientata alla valorizzazione del voto quale importantissimo strumento di partecipazione per alimentare una società autenticamente democratica e responsabile nella consapevolezza che l’azione politica e amministrativa non sia solo per i cittadini, ma anche dei cittadini, sognata e costruita con loro e frutto appunto di preferenze, di istanze e di scelte democratiche. L’esito del referendum del 4 dicembre è in mano dei cittadini, non dei partiti:

Ci chiediamo però cosa realmente andremo a votare domenica. Si andrà alle urne per scegliere se modificare alcuni articoli della Costituzione o con l’ obiettivo di consolidare questo governo o di farlo cadere? Riteniamo che il dibattito offerto sia stato uno dei più svilenti che si siano mai visti poiché è mancato totalmente il metodo e si è condotta una campagna referendaria che pressoché mai ha affrontato la sostanza dei quesiti, ma quasi sempre ha coniato slogan che hanno avuto l’unico effetto di sollecitare la tendenza a schierarsi in modo deciso, a prescindere.

Sarebbe stato auspicabile un percorso partecipativo che avesse potuto aiutare il cittadino a conoscere approfonditamente i contenuti della riforma in modo completo, chiaro ed esaustivo per votare con consapevolezza e avremmo auspicato più maturità e coscienza da parte dell’attuale classe politica, a tutti i livelli, proprio per il rispetto che si deve alla nostra carta costituzionale.

Il direttivo di Vicenza Capoluogo, dopo un periodo di analisi e confronto, si esprimerà a favore del Sì, pur evidenziando che la riforma non è certamente perfetta, ma rappresenta un rilevante passo in avanti verso un miglioramento delle istituzioni. I suoi contenuti, a nostro avviso, delineano importanti strumenti per garantire stabilità di governo ed un Parlamento più snello ed efficiente che possa legiferare in tempi più rapidi.

Inoltre, in aggiunta alla riduzione dei costi, alla nuova forma che prenderà il Senato, all’eliminazione del Cnel, la riforma introduce meccanismi che ostacoleranno l’utilizzo strumentale della conversione in legge dei decreti, istituisce il referendum propositivo e obbliga il Parlamento all’esame e alla discussione delle proposte di iniziativa popolare, migliorando il rapporto fiduciario con l’elettorato.

Tutti passi in avanti nella disciplina degli strumenti di democrazia diretta. Infine, la riforma del Titolo V, con particolare riferimento alla sanità, conferisce allo Stato disposizioni generali e comuni senza togliere autonomia regionale in tema di programmazione ed organizzazione.

Vicenza Capoluogo – Il Direttivo

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