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Referendum, l’affluenza è buona ma le matite no

Finalmente è finita, o quasi. Ancora poche ore e ci lasceremo alle spalle questo confronto, stucchevole e indigesto, sulla riforma costituzionale del governo Renzi. Per quanto si siano affannati in molti a chiedere che si votasse sul merito della riforma, l’appuntamento di oggi con il voto referendario confermativo è molto personalizzato. Lo è sempre stato, fin dall’inizio di questa lunga e sfibrante campagna elettorale durata quasi un anno.

Si decide insomma su un’idea di democrazia, che si concretizza certo nel testo della riforma, ma anche e soprattutto sulla filosofia di governo di chi l’ha scritta e voluta. Ci si esprime anche sulla classe dirigente italiana degli ultimi anni. E lo si fa, solo nella giornata di oggi, fino alle 23. Quindi, l’appello di tutti è alla partecipazione, ad andare a votare.

E per quanto riguarda il Veneto, ci stiamo distinguendo per la buona affluenza, in particolare Vicenza e la sua provincia. In città, alle 12 di oggi, aveva votato più del 25% degli elettori. Un po’ più bassa, di qualche punto percentuale, era la media nel resto del territorio, così come nella regione, ma siamo ancora su buoni livelli, almeno rispetto al dato nazionale che parla di un 20% di affluenza al voto. Un dato comunque buono anche questo nazionale, a prova dell’importanza dell’appuntamento.

Se sbaglio c’è stato del resto, esso risiede tutto in come è stata impostata la campagna elettorale, dividendo troppo il Paese, spesso con scorrettezze e poco rispetto sia per l’avversario che per gli stessi cittadini. Ma, come dicevamo, si tratta di pazientare ancora un po’ e sperare che domani tornino buon senso e rispetto.

Intanto c’è da segnalare la polemica, in queste ore, sulle matite copiative con cui si vota. Sono diverse rispetto al passato, di sicuro sono più fragili, la mina si spezza facilmente, come è successo qualche ora fa anche a chi scrive… Certamente non sono le solite matite gialle o color legno, ma altre, di uno strano colore blu, e producono un tratto meno evidente, che quasi non si vede. Forse anche per questo al vostro cronista è capitato di premere un po’ di più e spezzarne la punta.

Sicuramente questo è successo a molti, e non è piaciuto, tanto che sul web hanno cominciato a circolare post che parlavano di matite che sarebbero cancellabili, cosa che la legge proibisce. Non sappiamo se le matite copiative con cui vota oggi l’Italia, per decidere sulla sua democrazia del futuro, siano cancellabili oppure no, se l’allarme sia giustificato oppure se siamo di fronte ad una esagerazione. Il Ministero dell’interno assicura che non vi sono rischi di irregolarità. Ce lo auguriamo di tutto cuore. Una cosa è certa: sarebbe stato meglio continuare con le vecchie matite.

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