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Il presidente della Repubblica Enrico De Nicola firma la Costituzione della Repubblica Italiana. Era il 27 dicembre 1947
Il presidente della Repubblica Enrico De Nicola firma la Costituzione della Repubblica Italiana (1947)

Referendum, i commenti. Daniele Ferrarin (M5S)

“L’esito del referendum costituzionale è l’affermazione della democrazia di un popolo sovrano, è la vittoria dei cittadini che hanno saputo difendere le istituzioni democratiche da avventurieri legati alle potenze finanziarie internazionali e alle lobby affaristiche delle grandi opere. Loro, i cittadini, sono stati e sono tuttora gli attori principali di questa lunghissima campagna elettorale che ha sancito la sconfitta del governo Renzi-Boschi-Verdini”.

Daniele Ferrarin
Daniele Ferrarin

E’ il commento all’esito del voto referendario di Daniele Ferrarin, esponente vicentino del Movimento 5 Stelle, movimento che è certamente il soggetto che ha più contribuito alla vittoria del No, assieme alla stanchezza degli italiani che ormai non credono più ad una classe dirigente che ci ha fatto rimpiangere i politici della Prima Repubblica, il ché è tutto dire.

“La Costituzione – continua Ferrarin – ha certamente bisogno di essere rimodulata alle mutate condizioni economico sociali dell’Italia, ma va riformata con il contributo e la partecipazione dei cittadini, della società civile, della rappresentanza dei lavoratori e dei rappresentanti delle categorie economiche. Ma, innanzitutto, vanno attuati i principi basilari costituzionali del diritto al lavoro e il disimpegno di interventi militari all’estero che pesano gravemente nel bilancio dello Stato”.

“Rimangono poi da risolvere – conclude l’esponente pentastellato – questioni che un referendum costituzionale non può risolvere: una società giusta dove in primo piano vi sia la centralità dell’ essere umano e con esso i suoi bisogni; la possibilità per tutti di avere una casa, un lavoro, un reddito e poter avere accesso agli studi, affermando i valori della cultura e del sapere; un sistema che non veda la supremazia dello sfruttamento dell’uomo sull’ uomo e che contrasti senza condizioni il disegno del nuovo schiavismo che il capitalismo globalizzato ha imposto; diffondere la cultura della pace, della tolleranza, del rispetto dell’ambiente, di un impegno intransigente contro le opere inutili, dare voce a chi non c’è l’ha e smantellare privilegi anacronistici . Tutto questo non sarà regalato dall’attuale sistema, ma dovrà essere conquistato dai cittadini che dovranno, con il loro voto, demolire un sistema partitocratico proteso a difendere i propri interessi”.

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