Breaking News
La sede di Confindustria Vicenza
La sede di Confindustria Vicenza

Referendum, Confindustria: “Ora no all’instabilità”

Lunedì 5 novembre – Come più volte ripetuto il No alla riforma costituzionale nel referendum ha vinto con ampio margine. Un risultato che è stato seguito dall’annuncio, durante una conferenza stampa da Palazzo Chigi, delle dimissioni del premier Renzi, che saranno formalizzate questo pomeriggio al presidente della Repubblica Mattarella. Già dalla serata di ieri, sono in molti, dal mondo politico a quello imprenditoriale, ad esprimere un parere sull’esito delle votazioni, ma soprattutto a fare il punto sui possibili scenari futuri dell’Italia, nonché sulla reazione del resto dell’Europa al voto italiano. Ad esempio, per Luciano Vescovi, presidente di Confindustria Vicenza, associazione che appoggiava il Sì, la conseguenza principale che ora va evitata è quella dell’instabilità.

Luciano Vescovi
Luciano Vescovi

“Quando gli elettori si esprimono con una partecipazione al voto così massiccia – ha infatti sottolineato Vescovi – è prima di tutto una vittoria per la democrazia, a prescindere dal risultato. Gli italiani si sono espressi in buona maggioranza per il no e ne va preso atto, così come va preso atto che ora si apre per il paese un nuovo periodo di instabilità e di incertezza. Come Confindustria abbiamo dichiarato di appoggiare il sì non solo perché in questi ultimi vent’anni abbiamo sempre sostenuto la necessità di riforme strutturali a tutto tondo per il paese, ma anche per evitare questo scenario di instabilità, che ora invece ci sta di nuovo davanti, con tutte le preoccupazioni che ne conseguono, legate alle reazioni dei mercati, alla pressione che potrà esserci sugli assetti finanziari del paese, al probabile rialzo che potrà avere lo spread, una parola che avevamo messo volentieri nel cassetto e con la quale ora presumibilmente dovremo tornare ad avere confidenza”.

Ovviamente, con l’ufficialità dei risultati arrivata solo a notte fonda, è ancora presto per dire come reagiranno i mercati. Questa mattina, ad esempio, l’apertura è stata cauta ma non ci sono stati grandi stravolgimenti.

“Da molte parti ora si fa appello alla riappacificazione degli animi – ha poi concluso il presidente di Confindustria Vicenza -, ma temo che nei prossimi mesi rimarrà ancora un clima arroventato di campagna elettorale. Sarebbe utile, invece, smaltire le tossine che il paese ha accumulato durante questa lunga campagna elettorale e guardare avanti. Noi insistiamo sulla necessità di stabilità e di punti fermi, perché le imprese hanno bisogno di questo per continuare a essere competitive e garantire quella creazione di ricchezza e di lavoro senza la quale il paese si ferma. Quindi chiediamo che non si aprano rese dei conti nei partiti e nelle istituzioni perché sarebbero pratiche pericolose: non si può giocare alla politica sulla pelle degli italiani. Chiediamo che si guardi al bene del paese e in questo abbiamo massima fiducia nel presidente della Repubblica come faro istituzionale”.

Per finire, anche Roberto Zuccato, presidente di Confindustria Veneto, è intervenuto oggi commentando i risultati della consultazione referendaria. “L’esito del referendum – ha detto Zuccato – ripone sul tavolo della politica i complessi nodi economici di questa fase di post-crisi, caratterizzata in particolare da una crescita ancora debole. Ora è necessario che i partiti mettano da parte l’accesa conflittualità degli ultimi mesi per far fronte alle necessità del Paese e dei territori, dal punto di vista della politica industriale, dello sviluppo e dell’occupazione, in un quadro europeo. In una prospettiva di ampio respiro, favorire la crescita significa anche e soprattutto attuare investimenti in innovazione e capitale umano, per mettere le imprese del nuovo manifatturiero nelle condizioni di competere a livello internazionale. Per questo credo sia importante dare continuità ad alcuni provvedimenti già presi, in particolare al Piano Industria 4.0”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *