Inquinamento atmosferico in Val Padana in una foto satellitare della Nasa
Inquinamento atmosferico in Val Padana in una foto satellitare della Nasa

Qualità dell’aria, Arpav: “Situazione critica”

È critica, nelle zone pianeggianti del Veneto, ma anche nel resto delle pianura padana, la situazione dell’inquinamento dell’aria, a causa delle condizioni meteo stabili, caratterizzate da forti inversioni termiche. A spiegarlo è l’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale, Arpav, che fa il punto sulla situazione attuale.

“La scorsa settimana – si legge infatti in una nota – l’espansione di un’alta pressione sull’area mediterranea ha portato anche in Veneto tempo stabile, senza precipitazioni e venti significativi, che ha determinato il ristagno di inquinanti e di umidità nei bassi livelli dell’atmosfera. Oggi correnti un po’ più fresche in alta quota favoriscono una parziale attenuazione dell’inversione termica e le concentrazioni di polveri sottili potrebbero diminuire rispetto ai giorni precedenti, pur restando su livelli superiori ai limiti di legge specialmente nei maggiori centri urbani”.

Per quanto riguarda i livelli di polveri sottili, il valore limite giornaliero per la protezione della salute umana previsto dalla legge è di 50 microgrammi per metro cubo d’aria, da non superare più di 35 giorni all’anno. Di recente sono stati registrati sette giorni di superamento consecutivi a Treviso, Vicenza e Padova. Un “traguardo” che domani sarà tagliato anche da Venezia. La concentrazione più elevata, 105 microgrammi per metro cubo, è stata registrata il 10 dicembre dalla centralina di Treviso.

“Dando uno sguardo alle previsioni, da domani e almeno fino a giovedì 15, non sono previste precipitazioni e venti in grado di favorire una significativa riduzione delle concentrazioni di polveri sottili, che resteranno quindi su livelli superiori ai limiti di legge”.

Importanti accorgimenti possono essere adottati per ridurre la durata e la gravità degli episodi prolungati di superamento del valore limite giornaliero di Pm10, come ad esempio ridurre l’uso dei veicoli a motore privati per gli spostamenti strettamente necessari, preferendo il trasporto pubblico e, ove possibile, la bicicletta, spegnere il motore dei veicoli merci durante le fasi di carico-scarico e delle auto per soste prolungate ai passaggi a livello e ai semafori.

E ancora, si può intervenire riducendo le ore di funzionamento degli impianti di riscaldamento domestico e diminuendo la temperatura. Nel caso si usino caminetti o stufe a legna, il consiglio è di bruciare solo legna secca, non bruciare altri materiali e di verificare l’efficace e corretta combustione, oltre che la pulizia delle canne fumarie e, in generale, della manutenzione degli impianti.

Infine è importante non bruciare sfalci, potature ed altri residui agricoli. All’aria aperta, infatti, le condizioni di combustione non ottimali provocano la formazione di polveri e di altri composti tossici come il benzo(a)pirene. Per saperne di più, si possono consultare i dati della qualità dell’aria e delle concentrazioni di Pm10 e pm 2,5 a questa pagina.

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