Profughi, PrimaNoi: “Niente compromessi a Recoaro”

Assemblea pubblica a Recoaro, venerdì sera, sulla questione dell’arrivo di nuovi profughi. Vi hannopartecipato anche il sindaco, Giovanni Ceola, e il Comitato PrimaNoi, mentre non c’erano i rappresentanti della Prefettura, pur invitati. Il dibattito si è concentrato soprattutto sull’annunciato arrivo di richiedenti asilo all’ex albergo al Bersagliere. I rappresentanti del comitato si sono trovati d’accordo con la scelta dell’amministrazione comunale di sostenere che l’accoglienza verso i migranti è “un passaggio doveroso che coinvolge tutti” ma nel contempo chiedono che dagli uffici della Prefettura siano comprese le osservazioni critiche della popolazione viste “le particolari dinamiche socio economiche del paese scrivono in una nota – alle quali si aggiunge il tentativo di recuperare, con le terme, quell’indotto economico che una presenza eccessiva di migranti potrebbe mettere in discussione”.

“PrimaNoi – continua la nota – condivide le preoccupazioni espresse dai recoaresi ma ritiene utile avvertire il gruppo locale, promotore dell’iniziativa, di non cedere alla tentazione dei compromessi, perché di questo si tratterebbe se ci si piega ad accettare l’accoglienza diffusa come soluzione prospettata da un governo che è responsabile di quanto sta accadendo. I recoaresi devono sapere che l’accoglienza diffusa non dà nessuna garanzia sul rispetto delle quote che ogni Comune dovrebbe avere in casa propria dal momento che non essendoci la volontà politica di agire per un blocco totale dei flussi, è facile prevedere che i migranti ospiti nel vicentino, l’anno venturo aumenteranno ancora, facendo saltare il banco e ogni previsione di una gestione razionale e organica del fenomeno”.

“I muri o le barricate forse non servono a impedire che lo Stato calpesti i nostri territori e le sue comunità – sottolinea ancora PrimaNoi – pur tuttavia è l’unica strada percorribile per dimostrare al governo e ai suoi impiegati che i cittadini non sono disposti ad accettare passivamente lo status quo imposto da Roma”.

L’invito che PrimaNoi rivolge agli amici di Recoaro non lascia spazio ad interpretazioni: “Rimaniamo convinti dell’importanza di creare forme di partecipazione tra cittadini mettendo in relazione le esperienze che interessano le realtà che stanno vivendo questo problema sulla propria pelle, evitando quindi forme di isolazionismo e di egoismo che andrebbero immancabilmente a rafforzare i sostenitori dell’accoglienza senza se e senza ma”.

Secondo il comitato, in questi ultimi cinque anni sono stati prelevati undici miliardi di euro dalle tasche degli italiani allo scopo “di mantenere migliaia di giovani africani per i quali l’Italia non ha nessun obbligo, mentre migliaia di giovani italiani abbandonano la loro terra alla ricerca di un lavoro”.

“La politica delle braccia aperte – continua il comitato – è tanto dannosa per noi quanto per gli stessi africani che si ritrovano, una volta terminato il processo di valutazione della domanda d’asilo, a non avere prospettive dignitose, mentre si impoveriscono ulteriormente i Paesi africani da cui partono questi giovani in gran parte illusi di trovare da noi ciò che non troveranno, mentre i più intraprendenti andranno a fare i puscher per altri africani alimentando la rete della criminalità”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità