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Precari vincono la causa con il Comune di Vicenza

Alcune decine di lavoratori precari del Comune di Vicenza, del settore educativo scolastico, avranno qualcosa da festeggiare in questo fine 2016. L’hanno infatti spuntata in una causa, promossa dal sindacato di base Cub, che ha visto venti precarie storiche ricorrere contro l’ente per quella che è stata giudicata una illegittima successione di contratti di lavoro a tempo determinato. E così il Comune di Vicenza è stato condannato a pagare le spese legali ed a risarcire loro il danno, che dovrebbe andare da otto fino a dodici mensilità per ciascuna lavoratrice. Il totale complessivo del rimborso da parte del Comune di Vicenza è ancora da quantificare, ma si possono ipotizzare circa 400 mila euro.

“A questo si aggiunge – spiega la Cub – la ricostruzione della carriera delle lavoratrici, con il riconoscimento dell’anzianità maturata a seguito del susseguirsi dei contratti a tempo determinato. Le motivazioni della decisione saranno rese note tra due mesi, tuttavia è presumibile che il giudice del lavoro di Vicenza, Giulia Beltrame, abbia ritenuto che non ci sia stato alcun evento tale da giustificare una così elevata reiterazione di contratti a tempo determinato. Da sottolineare che, tra le ricorrenti, ve n’è una che ha accumulato più di 220 mesi di servizio a tempo determinato, lavorando nello stesso posto di lavoro, a riprova del fatto che questo personale occupava posti vacanti d’organico”.

Il ricorso delle lavoratrici è stato depositato nel dicembre 2011. Via via che il processo avanzava, si sono susseguite la condanna dell’Italia da parte della Corte di giustizia europea per l’elevato numero di precari nella pubblica amministrazione e le sentenze dei giudici di legittimità e costituzionali che hanno dato esecuzione alla prima sentenza. In particolare la Corte di Cassazione, con la ha riconosciuto quest’anno il diritto al risarcimento del danno a chi ha lavorato per più anni con contratti a termine, ma non l’assunzione a tempo indeterminato.

“Una vittoria parziale, quindi – continua il sindacato -, per alcune lavoratrici che ancora non hanno un lavoro stabile. Un risarcimento del danno concreto, invece, con il riconoscimento giuridico dell’anzianità di servizio, per il personale insegnante che ora lavora in ruolo allo Stato. E’ questo uno dei primi ricorsi vinti per quanto riguarda i precari storici degli enti locali in Italia. La Cub di Vicenza ha sostenuto con convinzione questa vertenza e il Comune di Vicenza ora deve seriamente cambiare rotta e investire in stabilizzazioni di personale precario, in particolare di personale ausiliario, da impiegare nelle scuole e nei nidi comunali per garantire continuità didattica e un servizio pubblico di qualità”.

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