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Porte chiuse nei negozi, il no di Confcommercio

Giusto un paio di giorni fa il Comune di Vicenza ha recepito con una ordinanza, l’obbligo regionale di tenere chiuse le porte dei negozi e, in caso di inosservanza, si prevede una multa di 50 euro. Si tratta di un provvedimento di emergenza con il quale, assieme ad altri già in vigore, si punta a combattere l’inquinamento atmosferico. Per la cronaca, proprio il giorno in cui il sindaco del capoluogo berico, Achille Variati, ha firmato questo documento, si è registrato il settimo giorno consecutivo di sforamento del limite dei 50 microgrammi di Pm10 per metro cubo d’aria.

Un provvedimento, quello che prescrive “… il divieto di utilizzo in tutto il territorio comunale di dispositivi che, al fine di favorire l’ingresso del pubblico, consentono di mantenere aperti gli accessi verso i locali interni di edifici appartenenti alla categoria E5 e conseguente obbligo di mantenere chiuse le porte”, che Confcommercio Vicenza chiede al Comune di revocare. E lo fa con una lettera firmata dal direttore Ernesto Boschiero, indirizzata al sindaco e alla Direzione del settore ambiente. Il motivo di questa richiesta sta nel fatto che, secondo Confcommercio Vicenza, “le disposizioni emesse sono troppo generiche e appaiono indiscriminatamente penalizzanti nei confronti dei negozianti”.

“La sproporzione – si legge infatti nella missiva – tra i limiti imposti e la marginalità degli effetti attesi dal provvedimento, effetti non delineati nell’ordinanza, forse neanche preventivati e che, c’è da temere, nemmeno saranno mai misurati in maniera adeguata, con il rischio quindi di ritrovarsi, per ulteriori occasioni, a subire il ripetersi di limitazioni inutili”. Inoltre, per Confcommercio, il Comune non ha individuato con  precisione i dispositivi vietati, gli edifici interessati, né preso in considerazione i casi in cui gli esercenti comunque mettono in campo azioni per limitare lo spreco di energia.

“Che il Comune debba intervenire quando si superano le soglie di guardia di Pm10 – ha concluso Boschiero – è indubbio e doveroso, ma che si arrivi a sanzionare, come sta avvenendo oggi, operatori economici che con il problema dell’inquinamento dell’aria c’entrano poco o nulla è però assurdo. Sappiamo tutti che sono altre le cause dell’aumento delle Pm10 ed è lì che si deve intervenire. Per questo è urgente sospendere l’ordinanza e i controlli e poi aprire un tavolo di discussione”.

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