Breaking News

Pfas, Medici per l’ambiente: “Studi non attendibili”

Il comitato direttivo Isde Veneto, ovvero i Medici per l’ambiente, non ritiene attendibili, scientificamente parlando, gli studi della Regione Veneto sulla popolazione esposta ai Pfas. Il comitato ha infatti esaminato la documentazione presentata dalla Regione nei mesi scorsi, in cui si esponevano i risultati degli studi condotti dal Sistema epidemiologico regionale (Ser) e dal Registro tumori del Veneto (Rtv). La conclusione era che “sul piano oncologico ed epidemiologico, l’inquinamento da sostanze perfluoro alchiliche (Pfas), emerso nel 2013  ma in atto presumibilmente da almeno 20 anni, non ha portato al momento a rilevare un peggioramento del trend di salute dei cittadini nei territori maggiormente esposti”. Analoga la valutazione dei risultati dello studio presentato dal Registro tumori.

I Medici per l’ambiente non condividono però queste conclusioni, per vari motivi. “I risultati dello studio di mortalità per gli anni dal 2007 al 2014 del Sistema epidemiologico regionale – scrivono in un articolato documento -, pur con i limiti dell’estensione temporale di soli otto anni, dimostrano un aumento di mortalità per alcune malattie non neoplastiche nelle zone contaminate: cardiopatie ischemiche, malattie cerebrovascolari, diabete mellito e Alzheimer. Lo stesso studio del Ser rileva inoltre, nella popolazione dei 21 Comuni più inquinati, una prevalenza maggiore del riferimento regionale di dislipidemie e ipotiroidismo. Queste sono malattie la cui eziopatogenesi è legata anche ai meccanismi d’azione degli interferenti endocrini, categoria alla quale appartengono i Pfas”.

“Lo studio Ser – continuano – ha sostanzialmente confermato i risultati della precedente indagine di Isde e Eneache, analizzando i dati di mortalità di un periodo molto più lungo, 1980-2009, aveva evidenziato un eccesso significativo di mortalità in entrambi i sessi per ogni causa e per diabete mellito, infarto acuto del miocardio e malattie cerebrovascolari; nelle femmine, aveva rilevato anche un eccesso statisticamente significativo di mortalità per malattia di Alzheimer e cancro del rene. Non comprendiamo, quindi, come sia possibile, da una parte, affermare che non si è rilevato un peggioramento del trend di salute dei cittadini nei territori maggiormente esposti e, dall’altra, attribuire a stili di vita l’eccesso di mortalità osservato, senza peraltro addurre alcuna prova a sostegno di tale affermazione che costituisce, allo stato attuale, una mera opinione personale dell’autore dello studio”.

“Probabilmente il trend non è aumentato perché lo stato della salute, nei territori contaminati dai Pfas, è da sempre peggiore rispetto alle altre aree della regione e, in ogni caso, il Ser non misura alcun trend. Questi risultati, tutt’altro che tranquillizzanti, imporrebbero, in ossequio al principio di precauzione sancito dalla normativa europea, l’adozione immediata di provvedimenti  quali l’approvvigionamento alternativo di acqua potabile, la sospensione della produzione e commercializzazione di alimenti contaminati. Sarebbe anche necessario intraprendere, affidandoli ad esperti indipendenti, studi epidemiologici di tipo analitico”. In questa pagina il documento di Isde nella sua versione integrale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *