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Autoanalisi sui Pfas

M5S: “Folle aspettare il 2027 per eliminare i Pfas”

“Carte alla mano chiedo al Governo di intervenire con doverosa serietà sulla drammatica contaminazione da sostanze perfluorate che affligge il Veneto, finalmente con azioni radicali e soprattutto tempestive. La data del 2027 per il raggiungimento del buono stato delle acque fissata dal decreto del Ministero dell’ambiente nei mesi scorsi è una vera assurdità, vista l’emergenza conclamata in atto. Non possiamo aspettare ancora 11 anni. Si chiede quindi che quella data venga anticipata al 2019 in modo da utilizzare i prossimi 3 anni per svolgere tutte le attività idonee a diminuire l’immissione nell’ambiente dei Pfas e a sostituire tali sostanze nei processi industriali”.

Con queste parole la deputata veneta Silvia Benedetti, del Movimento Cinque Stelle, prima firmataria della progetto di legge sui Pfas, depositata lo scorso aprile, chiarisce il contenuto della risoluzione indirizzata al governo per affrontare l’emergenza ambientale della sua regione.

“Il governo certamente non ha letto i documenti che ho letto io, altrimenti avrebbe approvato la legge che ho presentato anziché produrre un decreto inutile per non dire offensivo. Se non si fida di centri di ricerca e scienziati che tanto hanno prodotto nel merito, legga almeno le carte che provengono da una fonte dello Stato, ossia l’Istituto superiore di sanità (Iss), in modo da convincersi della ragionevolezza dell’impegno da noi richiesto. L’Istituto superiore di sanità, sulla base di una serie di prime analisi effettuate in alcune zone del Veneto, sia sul siero umano che su alcuni alimenti come uova e pesci, riconosce la presenza di contaminazione, che dunque non riguarda solo l’ambiente ma il corpo delle persone a la catena alimentare”.

“E’ sempre l’Istituto superiore di sanità – continua  la deputata pentastellata – che, in una nota indirizzata alla Regione Veneto, parla dell’importanza di approfondire gli aspetti legati alla produzione e consumo di cibo locale e alla conseguente assunzione di tali contaminanti da parte delle fasce di popolazione più esposte. E’ l’Iss che sottolinea la rilevanza di pratiche agronomiche e zootecniche per ridurre il trasferimento della contaminazione dai comparti ambientali a quelli agro zootecnici“.

“Chiediamo quindi, a ragion veduta – conclude -, che il governo metta in pratica azioni immediate, e non tra 11 anni, che tutelino la salute dei cittadini e che tutelino consumatori e agricoltori, poiché se la catena alimentare è compromessa, oltre ai rischi gravissimi sul piano della salute ed ambientale, si sommano quelli sul piano economico ed occupazionale”.

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