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San Germano dei Berici
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Grancona e San Germano verso la fusione

La giunta regionale del Veneto ha dato il via libera al referendum consultivo tra i cittadini di Grancona e San Germano dei Berici in merito alla prospettata fusione dei due comuni vicentini in una nuova entità amministrativa, che si chiamerà “Val Liona” se il progetto di unione sarà approvato nelle urne.

Elena Donazzan, assessore regionale del vicentino, si è congratulata con i primi cittadini dei due comuni per “il percorso di aggregazione virtuosa intrapreso” ed ha sottolineato il “valore democratico che c’è nel chiamare in causa i cittadini per una simile scelta di di democrazia, così attiva e consapevole”.

“E’ importante ora – ha messo in evidenza l’assessore – il coinvolgimento diretto dei cittadini di Grancona e San Germano dei Berici, che saranno  chiamati a pronunciarsi il prossimo 5 febbraio sulla unione dei due comuni. E’ questo un passaggio di buona democrazia, che sancisce il protagonismo diretto dei residenti, che sono i primi azionisti della comunità municipale. Sono certa che nelle urne sapranno valorizzare la scelta che è stata avviata, dai rispettivi consigli comunali, di riunire le due amministrazioni, unificando gli oneri ed il personale in un processo di economia di scala che riduce i costi e saprà anche salvaguardare l’identità delle due comunità”.

Anche il vicepresidente della giunta regionale, Gianluca Forcolin, è intervenuto sulla questione per ricordare che “è la stessa Costituzione che, con gli articoli 117 e 133, consente alle Regioni di modificare le circoscrizioni territoriali dei Comuni, sentite le popolazioni interessate, nelle forme previste dalla normativa regionale. Alla luce di questa normativa, i comuni interessati hanno chiesto alla giunta regionale di procedere alla fusione”.

“E’ strategico – ha concluso Forcolin – sostenere sul territorio iniziative come le fusioni, che hanno l’obiettivo di uno sviluppo integrato e di una ottimizzazione dell’organizzazione istituzionale, in un contesto nazionale sempre più caratterizzato da tagli dei trasferimenti erariali e riduzione della spesa pubblica. La Regione è quindi impegnata a mettere sempre più in luce quanto possano essere convenienti le forme di aggregazione tra Comuni, non solo nel segno del risparmio, ma anche e soprattutto dell’efficienza”.

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