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Via libera alla fusione tra Avs e Acque Vicentine

Via libera alla fusione tra Acque Vicentine e Alto Vicentino servizi, Avs, i due gestori del servizio idrico integrato nella provincia di Vicenza. Il percorso è stato presentato questa mattina, dopo che ieri le assemblee dei soci delle due aziende hanno dato mandato ai rispettivi consigli di amministrazione di elaborare assieme il progetto di aggregazione, che porterà, nell’autunno del 2017, alla nascita di una nuova realtà pubblica, che avrà un bacino di 550.000 abitanti, appartenenti a sessantanove comuni.

“Per quanto riguarda le premesse di questa unione – spiega una nota di Acque Vicentine e di Avs – lo studio di fattibilità ha evidenziato che la prospettiva di fusione è coerente con la normativa vigente sulle società a controllo pubblico, sui servizi pubblici locali e sugli affidamenti in House ed è in linea con le indicazioni e gli atti di indirizzo dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (Aeegsii) e del Consiglio di Bacino Bacchiglione. L’operazione permette inoltre di mantenere il controllo pubblico della gestione del servizio, in linea con gli esiti referendari, creando un operatore di dimensione significativa a livello nazionale e fra i primi cinque a livello veneto”.

“Passando, invece, agli obiettivi, il punto di partenza della fusione sarà l’attuale modello di servizio delle due società: la conferma di tutti i presidi territoriali e l’individuazione di una nuova sede baricentrica consentirà di garantire una presenza di servizi all’utenza e di gestione diffusa nel territorio, alta attenzione alla qualità del servizio e lo stretto collegamento con gli enti pubblici territoriali che oggi caratterizza le due realtà. Si potranno così sviluppare sinergie e risparmi da indirizzare a un incremento degli investimenti, alla fornitura di servizi aggiuntivi e al contenimento delle tariffe. L’analisi delle possibile sinergie, ad esempio, evidenzia un potenziale risparmio complessivo, tra il 2017 e il 2022 di più di 7 milioni di euro (pari al 2% annuo). La nuova dimensione, con la possibilità di un rinnovo dell’attuale concessione, garantirà al gestore migliori possibilità di accesso al credito, abilitando così un nuovo piano di investimenti a lungo termine”.

Nel tempo gli utenti potranno beneficiare di servizi aggiuntivi e di vantaggi, proprio in virtù delle economie di scala in termini di investimenti nel territorio, contenimento tariffario e qualità dell’offerta, visto che i risparmi generati saranno destinati proprio alla realizzazione di opere nel territorio e di nuovi servizi. Così come non sono previsti tagli ai presidi territoriali, non è nemmeno in programma un ridimensionamento sotto il profilo del personale. Fino al 2019 verranno confermati i piani tariffari e di investimento già approvati e dal 2020 si passerà alla tariffa unica e ad un piano degli investimenti comune.

“Abbiamo ricevuto un mandato chiaro che ora porteremo avanti – ha sottolineato il presidente di Avs, Giovanni Cattelan -. Per gli utenti la qualità del servizio rimarrà invariata, a partire dalla presenza degli sportelli e dei servizi tecnici. Si apriranno però nuove opportunità, e in particolare la possibilità di chiedere al Consiglio di Bacino l’estensione dell’affidamento, così da poter adottare una visione di più lungo respiro, anche sotto il profilo degli investimenti”.

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