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Furti e rapine, PrimaNoi: “Controllo di vicinato”

Nel pomeriggio di ieri c’é stato a Schio un tentativo di rapina a mano armata (pare che la pistola fosse finta) sventato da un coraggioso cittadino, in serata sempre a Schio è stato rapinato il titolare del bar Scledum da tre nordafricani che l’hanno colpito in pieno volto con una bottiglia, mentre la settimana scorsa ancora a Schio è stata aggredita e rapinata una signora di 83 anni, anch’essa finita in ospedale e ricoverata per una notte a causa di un taglio alla testa e una botta all’anca.

Alex Cioni
Alex Cioni

“Questi – commentano oggi, in una nota, esponenti del comitato di cittadini PrimaNoi – sono solo gli ultimi fatti di cronaca più gravi denunciati in questi giorni, ma fanno emergere un quadro poco rassicurante sul fronte della sicurezza nell’alto vicentino e in particolare a Schio”. Il comitato, nel sottolineare una “generale e crescente preoccupazione verso l’escalation di furti e rapine in tutto l’alto vicentino”, annuncia che sta lavorando per la presentazione di un progetto che si propone di affiancare le forze dell’ordine nel controllo del territorio.

“Da pochi giorni – piega il portavoce Alex Cioni – abbiamo aperto una pagina Facebook per raccogliere notizie ma sopratutto per attivare una rete tra cittadini. Riteniamo di vitale importanza non lasciare il controllo del territorio alle sole forze dell’ordine, le quali purtroppo si trovano ad operare in precarie condizioni per la scarsità di uomini, mezzi e risorse”.  L’intenzione di PrimaNoi è quella di creare le condizioni per “costruire un rapporto di convivenza tra cittadini che rientri in un insieme di valori di cui la sicurezza è uno dei pilastri.

Nel concreto, il comitato propone  “attivare dei gruppi di quartiere per sviluppare il tema del controllo del territorio attraverso una rete tra vicini di casa, in cui ciascuno presta attenzione non solo al proprio giardino”. Un’esperienza che già esiste e che si rifà al controllo di vicinato. “Esperienza – conclude Cioni – che ha già avuto buoni riscontri in altre situazioni simili alla nostra e che può funzionare anche nell’alto vicentino se i cittadini sono disponibili a collaborare tra di loro, ritornando ad un sistema di relazioni che riaccenda anche quel sentirsi appartenenti ad una comunità e non più solo degli individui spesso sconnessi dalla realtà circostante”.

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