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Fiera, “L’importante è che VicenzaOro resti a Vicenza”

E’ stata una mossa azzeccata la fusione di Fiera di Vicenza con Fiera di Rimini? Il dibattito su questo matrimonio, in realtà poco paritario, prese subito avvio, qualche mese fa, quando venne annunciata la fusione nella nuova società e furono resi noti i dettagli. Il nome del nuovo grande ente fieristico è Italian Exhibition Group Spa, e la società è detenuta per l’81% da Fiera di Rimini e per il restante 19% da Fiera di Vicenza. Insomma, la quota vicentina non sembra essere rilevante e non pochi parlarono fin dall’inizio di una ente berico che veniva fagocitato dalla fiera romagnola.

Adesso sono gli orafi vicentini a cercare rassicurazioni, e chiedono certezze in merito a questa fusione tra le due fiere. E’ infatti il Il Tavolo intercategoriale orafo ad intervenire, sottolineando soprattutto la necessità che VicenzaOro resti a Vicenza. Ricordiamo che il Tavolo intercagoriale orafo è composto da Claudia Piaserico, presidente della Sezione orafi e argentieri di Confindustria, Gino Zoccai, presidente Sezione orafa di Apindustria Confimi, Arduino Zappaterra, presidente Sezione orafa Cna, e Piero Marangon, componente della Consulta categoria metalli preziosi di Confartigianato in rappresentanza del presidente Onorio Zen.

Assieme ai rappresentanti di Fiera di Vicenza, Davide Gabaldo e Daniele Bonin, ai consiglieri provinciali Mauro Beraldin, Martino Gasparella, Stefano Giacomin e Renzo Marangon, hanno incontrato nei giorni scorsi il sindaco di Vicenza e presidente della Provincia Achille Variati, per un confronto sulle prospettive di crescita su scala nazionale e internazionale del nuovo polo fieristico.

“La fusione tra Vicenza e Rimini è un passaggio importante perché crea un’economia di scala e getta le basi per un futuro migliore per entrambe le realtà – ha osservato Claudia Piaserico, coordinatrice del Tavolo intercategoriale -. L’impegno chiesto come categorie economiche è quello di mantenere, per il futuro, a Vicenza, la manifestazione fieristica più importante, VicenzaOro, nata e cresciuta qui grazie alle tante aziende orafe e argentiere che nel tempo hanno contribuito al suo sviluppo, facendo conoscere la nostra città e il nostro territorio in tutto il mondo”.

Sulla stessa lunghezza d’onda è Gino Zoccai che definisce un valore diretto ed indiretto la continuità di VicenzaOro per il nostro territorio. “Se un giorno questo appuntamento non dovesse più tenersi a Vicenza – ammonisce – sarebbe una perdita grave non soltanto per le aziende orafe vicentine, ma anche per buona parte dell’indotto economico della provincia, dalle strutture alberghiere a quelle di ristorazione fino al commercio”,

Durante l’incontro, Variati ha assicurato che le manifestazioni orafe non saranno spostate da Vicenza, e che questa è una clausola imprescindibile discussa fin dall’inizio. “Ne prendiamo atto con piacere” ha sottolineato Arduino Zappaterra, ricordando l’assicurazione ricevuta sul fatto “che la clausola verrà anche inserita direttamente nello Statuto della società, con le opportune garanzie per il futuro”.

“L’aggregazione – ha infine osservato Onorio Zen – deve poter mantenere l’effetto di volano economico che le due fiere rappresentano per i rispettivi territori, favorendo gli investimenti per ampliare i settori di attività fieristica in un’ottica nazionale e internazionale. Ora dobbiamo augurarci che la nascita di Italian Exhibition Group porti prospettive di sviluppo per Vicenza e per il nostro settore”.

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