Fidas e Torri di Quartesolo premiano i giovani

Giovani insoddisfatti o bamboccioni? Niente affatto. Ed il Gruppo Fidas Vicenza di Torri di Quartesolo, assieme al Comune l’hanno recentemente dimostrato, premiando il lavoro ed i progetti messi a segno da 115 neomaggiorenni, 10 laureati, 17 sportivi e cinque meritevoli per l’impegno reso nel territorio.

“Numeri importanti, che rappresentano chiaramente come ci si possa distinguere – commenta il presidente del Gruppo Fidas di Torri di Quartesolo, Renato Gardumi – anche in una società in cui le soddisfazioni sono sempre poche, mentre è più facile ricevere critiche. E per un giovane è importante ricevere qualche soddisfazione, che sprona ad andare avanti ed esalta l’impegno. Lavorare con e per i giovani da grandissimi risultati, ma occorre la sostanza e la convinzione”.

Con questo spirito sono stati recentemente premiati un gruppo di giovani, che si sono distinti per vari meriti. Oltre a Fidas Vicenza, hanno partecipato alla manifestazione le associazioni di volontariato del territorio: Aido, Admo, Pro Loco e l’associazione Marconiana. “Questa manifestazione è stata una fantastica opportunità per Fidas – sottolinea il presidente Gardumi – per avvicinare i giovani e l’intera comunità alla donazione di sangue e per ricordare a tutti quanto sia importante”.

Ai premiati sono stati consegnati diversi kit che poi potranno essere consegnati compilati in comune o tramite mail alle varie Associazioni: gesto tangibile che servirà a verificare la maturità e l’impegno dei tanti bravi ragazzi e genitori del territorio, oltre che a fare del bene al prossimo. Il Gruppo Fidas Vicenza di Torri di Quartesolo è da 44 anni presente sul territorio e conta ben 434 donatori iscritti, dei quali 72 soci onorari o sostenitori e 362 donatori periodici attivi.

“Nel 2016 abbiamo totalizzato 41 nuovi iscritti – conclude il presidente Gardumi – e questo ci riempie di gioia, ma non ci fermiamo, in quanto siamo sempre attivi nella ricerca di nuovi donatori, perché il bisogno di sangue è costante ed in aumento. Basti considerare che il ricambio generazionale è troppo scarso, basterebbe un piccolo sforzo di tutti per garantire le scorte in ospedale, effettuando almeno due o tre donazioni all’anno, cosa raggiungibile facilmente”.

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