Arte, Cultura e Spettacoli

Danza, Alonzo King Ballett al Comunale di Vicenza

Ancora un appuntamento di rilievo nella stagione di danza del Teatro Comunale di Vicenza, e ancora con una compagnia americana diventata icona della danza mondiale. E’ per sabato 17 dicembre, alle 20.45, quando sarà in scena l’Alonzo King Lines Ballet, nell’unica tappa italiana di una tournée europea, dopo le esibizioni estive al Ravenna Festival e a Bolzano Danza. Arriva a Vicenza con due titoli recent i del repertorio, “Biophony” del 2015 e “Sand” del 2016, quest’ultimo in prima ed esclusiva nazionale.

Coreografo multiculturale e sfaccettato, Alonzo King con il suo Lines Ballet, fondato a San Francisco nel 1982, è presente nelle stagioni e nei festival internazionali più importanti. E’ diventato celebre per il suo linguaggio creativo molto personale e ricercato, sospeso tra la purezza neoclassica e la danza afroamericana. Altra connotazione del suo stile, la collaborazione con artisti eterogenei, e così, “la sua danza, astratta e sensuale, si nutre di lucide inventive geometriche e di fervida immediatezza nei sodalizi con musicisti provenienti da diverse culture”.

L’incontro con la Danza che precede lo spettacolo, in programma nel Foyer del Teatro sabato 17 dicembre alle 20, sarà condotto da Marinella Guatterini, saggista, critico ed esperta di danza, firma di “Famiglia Cristiana” e “Il Sole 24 Ore” e autrice di due testi fondamentali per la storia del balletto classico e della danza contemporanea. E’ anche docente universitaria in prestigiosi atenei italiani e stranieri. Nel 2011 ha varato Ric.ci:  Reconstruction  Italian  Choreography – Anni ’80-‘90 , un progetto sulla memoria storica della coreografia italiana e la sua ricostruzione.

Le due creazioni che saranno presentate al Teatro Comunale di Vicenza sono molto diverse nell’ispirazione e nella struttura coreografica. “Biophony” è costruita su una colonna sonora originale di Richard Blackford e Bernie Krause, una musica prodotta dai suoni della natura registrati in diversi luoghi del mondo. In questa orchestra vivente si inserisce la purezza del movimento dei danzatori, di chiara matrice classica, un ricordo e un rimando alla purezza delle origini del creato.

Il secondo brano “Sand”, in programma dopo l’intervallo, segna invece il ritorno al jazz di Alonzo King, con le sonorità calde e avvolgenti di Jason Moran, trentottenne pianista di Houston, e Charles Lloyd, settantacinquenne sassofonista di Memphis, ad accompagnare le movenze liriche e sofisticate dei danzatori, che nella creazione diventano corpi sospesi, in un sistema armonioso di forze vibranti; gli interpreti abbandonano i movimenti contratti sulle punte, tipici dello stile Alonzo King, per diventare “granelli di sabbia che si fanno trasportare nello spazio dal vento della musica”.

In entrambe le creazioni, le coreografie sono di Alonzo King, le luci di Axel Morgenthaler, i costumi di Robert Rosenwasser; gli interpreti in scena sono Shuaib Elhassan, Jeffrey Van Sciver, Babatunji, Michael Montgomery, Robb Beresford, Adji Cissoko, Courtney Henry, Madeline DeVries, Yujin Kim, James Gowan, Maya Harr. Alonzo King, afroamericano nato in Georgia nel 1952, è unanimemente considerato dalla critica  un coreografo visionario. Artista molto noto negli Stati Uniti collabora regolarmente con la televisione, il cinema, l’opera.

Nel  1989 ha  inaugurato a San Francisco il Dance Center, sede della compagnia e dal 2001 della Lines Ballet School. Nel corso della sua carriera di interprete e coreografo ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti  internazionali. Grande ammiratore di George Balanchine, Alonzo King ha sviluppato una danza inventiva, sensuale, vibrante  anche grazie al  contributo dei suoi danzatori forti di una tecnica rigorosissima.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button