“Xebeche” apre la danza al Teatro Comunale di Vicenza

Inizia la rassegna di danza al Teatro Comunale di Vicenza, dedicata agli spettacoli di ricerca, focalizzati sulle nuove espressioni del teatro danza e della pluralità dei linguaggi espressivi. Sono due, al momento, gli appuntamenti previsti nell’ambito di danza al Ridotto; il primo, in programma per esigenze sceniche in Sala Grande, martedì 13 dicembre alle 20.45 è “Xebeche” una produzione Gruppo Nanou Ravenna Festival, è un progetto coreografico frutto di una residenza artistica, condiviso con altre due importanti realtà italiane, Olinda, ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini di Milano, e Centrale Fies di Dro.

“Si tratta di un lavoro sperimentale – si legge nella presentazione dello spettacolo – in cui per la prima volta Nanou si confronta con la struttura coreografica dell’ottetto attraverso il procedimento rigoroso di una strategia creativa giocata sulla formalizzazione della figura e del recinto che la perimetra, una performance in cui il dispositivo costruttivo è nell’apparire e nello scomparire delle traiettorie eseguite dai danzatori nello spazio, un perimetro che include otto danzatori, maschi e femmine che, a coppie o tutti insieme o singolarmente, irrompono nello spazio disegnato dai rettangoli bianchi e neri sul pavimento, accompagnati da ripetizione e crescendo del ritmo”.

Il titolo “Xebeche” è invece una citazione dal film del cineasta indipendente americano Jim Jarmusch, tratta dal suo “Dead Man” del 1995: Il mio nome è Xebeche “colui che parla ad alta voce senza dire nulla”. Nel film il poeta inglese William Blake è accompagnato nel suo percorso spirituale dall’amico indiano Nobody, che prepara il personaggio (interpretato da Johnny Depp) ad affrontare con una nuova coscienza l’inevitabilità della morte.  I riferimenti cinematografici sono spesso presenti nei lavori del Gruppo Nanou: qui, come nella pellicola di Jarmush, tutto è in bianco e nero: dal tappeto di danza ai costumi in tinta.

Tutto il resto è pura composizione coreografica, priva di racconto, ma non di espressività o di pensiero, sostenuta dalla musica metallica, cupa, a tratti eccitata, e da luci assai calibrate. La coreografia  è di Marco Valerio Amico e Rhuena Bracci, gli interpreti in scena sono Carolina Amoretti, Sissj Bassani, Marta Bellu, Rhuena Bracci, Enrica Linlaud, Marco Maretti, Rachele Montis, Davide Tagliavini; il suono è curato da Roberto Rettura, il light design da Fabio Sajiz. Biglietti, come sempre anche online sul sito www.tcvi.it.

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