Arte, Cultura e Spettacoli

Vicenza, “Cimitero Azzurro” al Cinema al Ridotto

Secondo appuntamento “oltre i generi” per il Cinema al Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza. Arriva infatti in sala domani, venerdì 16 dicembre, alle 20, in anteprima regionale, il film d’autore “Cimitero Azzurro”, opera prima di di Gerardo Lamattina,  Già autore di cortometraggi, regie teatrali, documentari e progetti con le scuole, collaboratore di registi come Pupi Avati e Carlo Mazzacurati, Lamattina ha realizzato il film nell’estate 2015, in pochi giorni, con un cast di attori non protagonisti, per una sorta di road movie tra Italia, Ungheria e Romania. Ravennate d’adozione, Lamattina è nato a Pertosa, in provincia di Salerno, cinquant’anni fa.

Gerardo Lamattina
Gerardo Lamattina

Il film, prodotto da Media Lab Store e Cantieri Cartografie del Corpo, con Raffaella Sutter, Monica Francia, Gerardo Lamattina, Salvatore Santoro, Nicola Barchet, ha potuto diventare realtà grazie all’impegno e al supporto di sponsor e amici, che hanno contribuito economicamente alla realizzazione del progetto. Venerdì, alle 20, il regista sarà in sala per incontrare il pubblico e rispondere alle domande degli spettatori al termine della proiezione (durata 77 minuti); con lui ci sarà anche l’attore protagonista Rosario Vona.

“Cimitero azzurro” racconta un viaggio in cui il protagonista è Rosario, un piccolo imprenditore calabrese, emigrato in Romagna, un uomo qualunque che vive con superficialità e indifferenza ogni relazione umana fino a quando un drammatico incidente lo costringe a fare i conti con se stesso, portandolo a intraprendere un viaggio verso la Romania, che forse cambierà per sempre la sua vita.

“L’idea nasce dal desiderio profondo di raccontare una storia realistica ma immersa in una dimensione metaforica – racconta il regista –. Un viaggio che parte dalla claustrofobica concretezza di una piccola e industriosa cittadina del nord Italia per spingersi, attraversando l’Europa, fino ai confini estremi della Romania, dove sorge il Cimitero Allegro, in un piccolo villaggio che sembra estraneo al mondo che conosciamo. Qui giunge Rosario per completare il suo viaggio e trovare le sue risposte”.

Costruito come un film on the road, soprattutto a livello interiore, il film rappresenta al meglio il pensiero secondo cui la parte migliore di un viaggio non è la meta, ma il viaggio in sè: un viaggio che si rivela subito difficile e pieno di imprevisti, che trasformano il predatore in preda indifesa, senza impedirgli però di continuare la sua ricerca. I dialoghi sono ridotti al minimo in favore della gestualità del protagonista, dei luoghi e dei suoni della natura. Anche la musica è efficace e mai invadente.

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