BpVi, l’assemblea dà l’ok all’azione di responsabilità

Si è tenuta questa mattina, alla Fiera di Vicenza, l’assemblea dei soci di BpVi, che doveva deliberare l’azione di resposabilità nei confronti della passata gestione dell’istituto di credito berico, a cominciare dall’ex presidente Gianni Zonin e dall’ex direttore generale Samuele Sorato. E’ iniziata alle 10, con l’intervento dell’attuale presidente, Gianni Mion, che ha illustrato in dettaglio la questione, sottolineando che il periodo  di tempo interessato dall’azione di responsabilità è quello che va dal primo gennaio 2013 al maggio 2015, senza comunque escludere a priori gli anni precedenti. In questa pagina allegata il comunicato ufficiale della Banca Popolare di Vicenza sull’assemblea

Gianni Mion
Gianni Mion

Presente, naturalmente, anche il nuovo amministratore delegato Fabrizio Viola. Tra gli interventi che si sono susseguiti, da segnalare quello del rappresentante dell’associazione che raccoglie il maggior numero dei piccoli azionisti, ovvero Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza, che ha messo in evidenza la necessità, a suo dire, che l’azione di responsabità riguardi anche l’amministratore che è venuto dopo il periodo interessato, vale a dire Francesco Iorio, di recente dimissionario, uscito di scena dopo un anno e mezzo di gestione e dopo aver percepito compensi milionari.

E’ intervenuto anche Giuliano Xausa, del sindacato dei bancari Fabi, che non ha mancato di criticare l’operato del management dell’istituto nei mesi passati, a cominciare da quando, nella prima assemblea, ancora influenzata dal dominus Zonin, si era detto no all’azione di reponsabilità. Inoltre, ha detto Xausa, ogni gestione della banca continua a ricercare soluzioni ai problemi scaricando sui dipendenti e parlando di esuberi che sarebbero necessari. Non ci stiamo, ha sottolineato il sindacalista.

Fabrizio Viola
Fabrizio Viola

Dopo di ché sono arrivati gli interventi infuocati dei soci risparmiatori, all’insegna soprattutto di una parola: fiducia. Ovviamente, fuducia tradita, come ha sottolineato una signora che ha ricordato di aver perso tutto, e di dover adesso vivere con ottomila euro l’anno di pensione mentre Francesco Iorio ha guadagnato diecimila euro al giorno. “Vogliamo i nostri soldi”, hanno detto tutti, in buona sostanza, talvolta con toni accesi, sempre però con l’indice puntato verso una banca che ben poco starebbe facendo perché i ristori in effetti avvengano. Il alcuni casi la tensione è salita, e non sono mancate urla ed anche lacrime.

Inutile dire che l’atmosfera generale in assemblea era a favore dell’azione di responsabilità, sebbene in molti si siano lamentati, a cominciare dall’associazione Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza, del fatto che l’azione di responsabità stessa si riferisca a due anni e mezzo soltanto, mentre dovrebbe riguardare un periodo ben più ampio. Anche per questo, l’associazione dei piccoli risparmiatori BpVi, certo il soggetto più agguerrito e numericamente rappresentativo, ha preannunciato l’astensione. “Zonin – hanno messo in evidenza i rappresentanti dell’associazione – si sta difendendo con una contromossa legale più articolata e che abbraccia un arco temporale ben più ampio”.

Anche il rappresentante del Fondo Atlante, proprietario assoluto dell’istituto di credito berico, ha rimarcato la necessità che l’azione di responsabilità non si limiti ad un periodo di tempo di poco più di due anni e solo a chi ha gestito la banca in quegli anni, ma sia estesa anche agli anni precedenti e ad altri soggetti, quali ad esempio i revisori. Tra le sottolineature più significative, da segnalare quanto ha detto il portavoce del coordinamento che fa capo a don Torta, che ha ricordato come gli azionisti risparmiatori rappresentino solo lo 0,6% del capitale della banca, mentre più del 90% è, come dicevamo, del Fondo Altante, che alla fine deciderà ogni cosa. Tuttavia i piccoli soci possono contare, ha detto, poiché l’intento dell’azionista di controllo è alla fine quello di vendere l’istituto, e potrà farlo solo quando la banca avrà raggiunto un accordo con gli azionisti. Importante quindi è non mollare.

Infine, il voto. L’azione di responsabilità è stata approvata con larga maggioranza, schiacciante in realtà per quanto riguarda il corrispettivo in azioni. Sul piano numerico vi sono state invece 323 astenuti e due voti contrari, a fronte di 489 voti favorevoli. Al termine dell’assemblea è intervenuto anche Fabrizio Viola, alla sua prima uscita come nuovo amministratore delegato di BpvVi. Di fatto, una presentazione la sua. Da sottolineare, tra quanto detto dal nuovo manager, un accenno alla fusion tra BpVi e Veneto Banca, che secondo dovrà avvenire, eventualmente, sulla base di un serio progetto industriale.

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