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Bassano, al via a gennaio i lavori sul Ponte degli Alpini

Questa volta pare proprio che la partenza dei lavori sul Ponte degli Alpini, a Bassano del Grappa, sia imminente. Viste le travagliate vicende legale al restauro del manufatto bassanese, è sempre opportuno essere cauti, ma il cantiere dovrebbe essere operativo già dai primi giorni di gennaio. L’accelerata è di ieri, quando la ditta Inco ha sottoscritto una bozza di convenzione transattiva con il Comune di Bassano, che verserà all’azienda trentina la cifra di 30 mila euro.

Questo permetterà di chiudere tutte le partite giudiziarie aperte e di procedere all’assegnazione dei lavori di ripristino e di consolidamento del ponte vecchio. L’ipotesi transattiva, come spiega il verbale di deliberazione della giunta “prevede, da un lato la rinuncia di entrambi, Comune e ditta Inco, all’impugnazione in Consiglio di stato e, dall’altra, la rinuncia dell’azienda a qualsiasi pretesa nei confronti del Comune”.

Il riferimento è alla sentenza del 6 luglio scorso, depositata poi il 30 settembre, con la quale il Tribunale amministrativo regionale, contraddicendo quanto decretato in precedenza, ha stabilito che è da considerarsi inapplicabile il contratto dell’11 aprile, tra il Comune e la ditta Inco srl, di Pergine Valsugana, che intanto aveva già predisposto il cantiere, e che i lavori di restauro dovevano essere affidati alla Nico Vardanega Costruzioni srl di Possagno.

Per comprenderlo meglio i fatti, è necessario tornare un po’ indietro. Molto brevemente, in origine l’appalto era stato assegnato, in via provvisoria alla Vardanega. In seguito ad una verifica della commissione di gara, l’appalto definitivo era stato invece assegnato alla Inco. Questa sostituzione ha dato origine ad un lungo percorso processuale che, tra ricorsi e istanze al Tar, ha previsto come ultimo step, in ordine di tempo, la sentenza del Tar, del 6 luglio, che aveva accolto il ricorso della Vardanega dichiarando inefficace il contratto con la Inco.

Tornando al presente, dopo la pronuncia del Tar, fra le opzioni possibili per il municipio bassanese figurava anche la presentazione un ricorso al Consiglio di stato, con l’obiettivo di ribaltare la sentenza del 6 luglio nel grado di giudizio superiore. Nel frattempo, la Inco ha avanzato al Comune una richiesta di risarcimento di 122 mila euro per le spese sostenute. Analizzando la situazione con un legale, si è visto, come si legge nella delibera, “che la sola presentazione del ricorso in appello potrebbe comportare un costo per il Comune di circa 30 mila euro, per spese di giudizio e, dall’esito probabilmente negativo dello stesso, una somma variabile tra i 55 e i 90 mila euro a titolo di risarcimento”.

“Considerando poi – ha spiegato il sindaco Riccardo Poletto – che la nostra priorità è quella di partire con i lavori, per chiudere tutte le partite giudiziarie sia sulla gara sia sul contratto con la ditta di Pergine Valsugana e sul potenziale contenzioso civile per risarcimento richiesto, si è aperta la possibilità di una transazione con la stessa Inco. Transazione che è operativa da ieri pomeriggio, in seguito alla firma di una delibera della giunta”.

“In pratica – ha concluso – si prevede che Inco rinunci a procedere in termini di ricorso in appello al Consiglio di stato sia a recriminare, per il passato, presente e futuro, qualsiasi cosa che afferisca al contratto firmato con noi e ai lavori che ha fatto in seguito a quel contratto, per una cifra di 30 mila euro che il comune pagherà alla ditta. Questo ci permette di affidare subito i lavori alla Vardanega senza più timore di interrogativi, potenziali ricorsi, sospensive cautelari o altri intoppi. Credo sia un ottimo risultato”.

“Entro domani mattina – ha precisato il vice sindaco, Roberto Campagnolo – sarà fatta la determina a contrarre, che era ferma in attesa della firma di questo accordo. Dopo che Vardanega avrà presentato i documenti necessari, sarà possibile firmare il contratto e partire con i lavori, che si protrarranno poi per circa due anni e mezzo”.

Ilaria Martini

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