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Palazzo Spada, a Roma, sede del Consiglio di Stato - Foto di Geobia (CC BY-SA 3.0)
Palazzo Spada, a Roma, sede del Consiglio di Stato - Foto di Geobia (CC BY-SA 3.0)

Banche Popolari, il Consiglio di Stato boccia la riforma

Presentata a suo tempo, con enfasi, dal governo, che parlò addirittura di “momento storico”, la riforma delle banche popolari varata nel gennaio del 2015 è stata oggi, quantomeno in parte, bocciata fatti dal Consiglio di Stato che ha sospeso parzialmente, in via cautelare, la circolare della Banca d’Italia che contiene le misure attuative della riforma. I giudici hanno accolto il ricorso dei risparmiatori di un istituto di credito ed hanno rinviato ad una prossima riunione l’analisi nel merito della questione. Questo in attesa che si pronunci anche la Corte Costituzionale, chiamata ad esprimersi su un ricorso contro la normativa presentato da alcune associazioni di consumatori.

Il Consiglio di Stato ha giudicato non infondati i dubbi che venivano espressi sulla costituzionalità della normativa, che obbliga le banche popolari di più grandi dimensioni a diventare delle società per azioni, in particolare nel punto in cui viene limitato diritto di recesso per i soci. Si disponeva infatti che, al momento della trasformazione in spa, la Banca d’Italia potesse impedire ai soci di uscire dal capitale della banca, una opzione che invece il codice civile garantisce in questi casi.

Ricordiamo che erano dieci le banche popolari italiane interessate e che si sono già trasformate in società per azioni. Tra queste ci sono anche la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, sebbene, a differenza delle altre, non siano state quotate in Borsa per le note vicissitudini. A questo proposito, va sottolineato che la decisione del Consiglio di Stato non è stata accolta bene a Piazza Affari, con i titoli delle banche popolari quotate oggi in calo vistoso. Ubi Banca perde il 4,48%, mentre Bpm e Banco Popolare l’1,8%.

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