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Raffica di furti nelle aziende agricole del vicentino

Sono settimane difficili per le aziende agricole del Vicentin, nel mirino di ladri e bande, probabilmente dell’est europeo, che stanno compiendo una raffica di furti facendo salire l’allarme e la paura tra gli agricoltori. I furti avvengono di notte e riguardano quasi sempre attrezzature agricole, come motoseghe, decespugliatori, flessibili, trapani, trattori, oppure bestiame, gasolio, fitofarmaci e perfino i pannelli fotovoltaici. Oltre ai danni economici, nell’ordine di migliaia di euro, ci sono forti ripercussioni sulla qualità della vita: gli agricoltori vivono infatti nell’angoscia, barricati in casa, con il terrore di essere aggrediti e malmenati.

Alcuni casi recenti, riguardanti soci di Confagricoltura Vicenza, dimostrano che, anche quando vengono colti sul fatto, i malviventi non sono intimoriti ma, al contrario, diventano aggressivi. Alcuni giorni fa un agricoltore, nel basso vicentino, è stato minacciato da banditi che sono entrati a fari spenti nella sua corte alle 3 di notte, credendo di agire indisturbati, e invece lo hanno trovato intento a caricare bovini sul camion. In un altro caso un agricoltore si è trovato i ladri in casa, che gli hanno detto: “Sta tranquillo e va a letto, se ci tieni alla tua salute”. Nella zona tra Barbarano e Villaga sono state colpite tre aziende. In un macello, oltre a portare via i soldi, hanno rubato anche delle mezzene di maiale, dopo avere disattivato l’allarme.

“Siamo sempre in allerta, con il timore che arrivino i ladri – commenta Michele Negretto, presidente di Confagricoltura Vicenza -. I furti stanno aumentando e noi ci sentiamo impotenti: anche se installiamo gli allarmi le nostre sono aperte, con ampi terreni che non possono essere recintati, spesso in condizioni di isolamento e quindi più accessibili e meno rischiose per i malviventi. Non possiamo andare avanti così, bisogna fare qualcosa. Abbiamo la massima fiducia nelle forze dell’ordine, che fanno quello che possono per garantire la sicurezza, ma bisogna andare oltre. Arrestare dopo ore di appostamento le bande di malviventi e vederle dopo 12 ore rimesse in libertà, perché legge lo consente, è demotivante. Bisogna che la politica faccia qualcosa, cominciando con il mettere mano alla legislazione per garantire la certezza della pena”.

Nel 2016 sono aumentati in maniera esponenziale anche i furti ai danni degli impianti fotovoltaici. Ad essere depredati sono cavi e pannelli, con perdite che ammontano a centinaia di migliaia di euro. Ad agire, anche i questo caso, sarebbero bande criminali dell’est europeo. I materiali rubati verrebbero portati in paesi stranieri e impiegati per la costruzione di nuovi impianti o la sostituzione di pezzi usurati.

“Invitiamo i titolari a collegare i loro impianti d’allarme alle centraline delle forze dell’ordine – suggerisce Giovanni Musini, presidente del settore agroenergie di Confagricoltura Veneto -. I carabinieri ci hanno riferito, infatti, che ad oggi pochi sono collegati alle loro stazioni. Numerare i pannelli non è sufficiente, perché manca il controllo dell’origine. È meglio, piuttosto, incrementare le misure di protezione e sostituire i cavi in rame con alluminio, anche se è una strada molto impegnativa economicamente”.

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