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Vertice in Regione sulla Zanella di Caldogno

“Ho convocato per martedì 3 gennaio, a Venezia, un incontro di ricognizione, presso la Direzione Lavoro della Regione Veneto, sullo stato delle relazioni interne alla Zanella di Caldogno”. Elena Donazzan, assessore al lavoro della Regione Veneto, ha riaperto già da settimane il dossier sulle controverse prospettive della Vicenza Manifacturing, l’azienda vicentina di pantaloni di alta gamma, acquisita dal fondo americano Tengram, e sulla quale ora pende, stando all’annuncio dell’amministratore delegato statunitense, la prospettiva della cessazione dell’attività.

Elena Donazzan
Elena Donazzan

“Seguo l’azienda Zanella da due anni e sono in costante contatto con la Cisl e la Cgil vicentine, nonchè con la Rsu aziendale. La vicenda dell’azienda di moda di Caldogno è molto complessa e parte da lontano – premette l’assessore – anche se sembrava che si fosse risolta positivamente con l’acquisizione nel luglio del 2015 da parte del gruppo statunitense. E’ vero che alcuni segnali all’interno dell’azienda erano stati registrati, in particolare da parte dei lavoratori, ma non ci si aspettava un simile annuncio”. Non appena avuta comunicazione delle intenzioni del gruppo americano, sindacati e Regione hanno riattivato gli strumenti di trattativa.

“I giorni di Natale non sono stati infruttuosi. I rappresentanti sindacali di Cisl e Cgil, insieme alle Rsu – rende noto l’assessore – sono riusciti a organizzare ieri un incontro a Milano con gli amministratori del gruppo americano, venuti appositamente dagli Stati Uniti, per aprire un tavolo di confronto. I contatti, quindi, sono in corso, e ai massimi livelli”.

“In questa vicenda il sindacato e i lavoratori della ex Zanella – sottolinea l’assessore – stanno dimostrando grande senso di responsabilità e capacità di interlocuzione con un soggetto che, anche solo per una questione logistica, è di difficile avvicinamento”.

“Mi aspetto – conclude Elena Donazzan – analoga capacità e responsabilità dalle istituzioni locali, che spero siano al nostro fianco nell’azione di difesa dei posti di lavoro e di un marchio che appartiene alle eccellenze del ‘made in Italy’. In situazioni così delicate preferisco lavorare in silenzio, per non deteriorare i rapporti con clamori allarmistici e cercare di ottenere risultati migliori per i dipendenti e per il tessuto economico e sociale del nostro territorio. Mi spiace che il sindaco di Caldogno abbia scambiato il silenzio operoso per indifferenza o inerzia: a noi interessano i risultati concreti, non qualche titolo in più sui media”.

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