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Venere e la Grande Guerra. La canta Emilio Franzina

Di tutte le storie che il centenario del primo conflitto mondiale ha proposto, una soltanto non è riuscita a ottenere uno spazio a se stante nelle mille commemorazioni di questi ultimi tre anni. E’ la storia dei rapporti più intimi tra le donne e i soldati di quel tempo lontano, spesso rapporti amorosi e quindi anche erotici e carnali. Accanto all’amore materno e coniugale, ci fu infatti, in parallelo, la parabola di quella che potremmo chiamare una storia sessuale (e rimossa) della Grande Guerra. E ad essa rimandano molte canzoni ed una notevole quantità di annotazioni presenti nelle memorie e nelle autobiografie di tanti protagonisti e reduci.

In un racconto che alcune ne utilizza ed altre ne recupera, la conferenza spettacolo dal titolo “La venere vagante alla Gran Guerra”, di Emilio Franzina e degli Hotel Rif, in programma a Vicenza, mercoledì 23 novembre, alle 21, al Teatro Astra, ripercorre senza reticenze aspetti e momenti del periodo bellico da questo preciso punto di vista. Ci saranno dunque gli slanci dell’amore materno e filiale, le parole delle mogli e fidanzate, ma anche le pulsioni sessuali di migliaia e migliaia combattenti, confinate di solito in una zona d’ombra pudica e fuorviante.

“Durante la guerra – si legge in una presentazione della conferenza -, provvidero a soddisfarle una miriade di unioni più e meno libere fra giovani in divisa e giovani donne e ragazze, spesso per la prima volta avviate al lavoro lontano dai campi nei ruoli di operaie, impiegate, crocerossine. Questo avvenne generando motti, frasari e giochi di parole subito recepiti dal canto e dal linguaggio, talvolta edulcorato ma più spesso nel gergo da caserma in uso fra i soldati. Inevitabile fu il potenziamento, o l’apertura ex novo, in Veneto e in Friuli fino al fronte, di numerosi postriboli, posti sotto il diretto controllo dell’esercito, quasi per affiancare alle caste Case del soldato le più prosaiche case di tolleranza”.

Seguendo il filo conduttore di alcune storie di vita, la narrazione di mercoledì, intercalata da canzoni e canzonacce della Grande Guerra, si propone di restituire, anche a loro, un onore che sembrava in partenza compromesso e perduto. “Questa iniziativa – commenta il vicesindaco di Vicenza, Jacopo Bulgarini d’Elci, – è promossa come evento collaterale in occasione della splendida mostra Ferro, Fuoco e Sangue! Vivere la Grande Guerra, allestita negli spazi ipogei di Palazzo Chiericati fino al 26 febbraio prossimo. Iniziativa che diventa occasione, come volevamo, per approfondimenti su una delle pagine più buie e terribili della storia dell’umanità”. Per informazioni visitare questa pagina oppure contattare il Museo del Risorgimento e della Resistenza, telefono 0444 222820, museorisorgimento@comune.vicenza.it.

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