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Vaccini obbligatori, o niente asilo per i bimbi veneti

“Condividiamo pienamente la volontà della Regione del Veneto di introdurre l’obbligo delle vaccinazioni previste dalla legge nazionale per l’accesso dei bambini agli asili”. Sono parole di Sergio Berlato, consigliere regionale del Veneto e presidente della Terza commissione consiliare, intervenendo sull’acceso dibattito di queste ore sulla volontà della Regione Veneto di reintrodurre l’obbligo dei vaccini per far fronte al calo della copertura vaccinale registrata negli ultimi anni.

Sergio Berlato
Sergio Berlato

“Questo provvedimento risponde ad un principio di buonsenso – prosegue Berlato – negli ultimi anni la copertura vaccinale si è andata riducendo, anche e soprattutto a causa della disinformazione antiscientifica che corre sul web. Questo ha causato la ricomparsa di pericolose malattie che molti, sbagliando, credevano ormai scomparse”.

Il Consigliere regionale ritiene inoltre che “per troppo tempo si sia lasciato spazio alle posizioni frutto di suggestioni e tesi fantasiose che non hanno alcun riscontro scientifico. Gli anti vaccinisti – continua – hanno avuto campo libero e purtroppo hanno trovato sponda anche in alcuni operatori sanitari del servizio pubblico. Questi comportamenti non sono più ammissibili e devono essere duramente sanzionati”.

“Stiamo parlando della salute dei nostri figli – sottolinea Berlato -, non possiamo affidarci a sciamani e guaritori o, ancora peggio, alle fandonie diffuse da qualche sito internet. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda una copertura vaccinale del 95% ed è quella la direzione nella quale bisogna spostarsi. Se pensiamo che la Provincia di Vicenza è pericolosamente vicina alla soglia di allarme dell’85%, è giusto intervenire con prontezza. Occorre garantire un’adeguata informazione ai genitori, per far capire che la parola obbligo deve essere letta come buonsenso. Non possiamo permettere che si muoia per malattie ormai rese inermi dalla ricerca scientifica, solo perché qualcuno crede più agli stregoni che propagandano fantasiose tesi sul web che ai medici”.

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