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Tessili e moda, otto ore di sciopero per il contratto

Acque agitate nel comparto tessile e moda del Venete, e del vicentino in particolare. oTanto agitate ormai che si è giunti allo sciopero, proclamato dai sindacati Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec Uil, otto ore di astensione dal laro nella giornata di venerdì 18 novembre, con tanto di  presidio di fronte alla Marzotto di Valdagno dalle 9 alle 11. E’ dunque scontro ormai tra le maestranze e Confindustria Sistema Moda Italia, che avanza richieste di flessibilità ritenute inaccettabili dai lavoratori e dai loro rappresentanti. Un sciopero dunque in difesa del contratto…

“La trattativa sul rinnovo del contratto nazionale di lavoro – scrivono infatti in una nota i sindacati confederali -, dopo sei mesi di difficile trattativa, si è interrotta a causa di una posizione intransigente ed indisponibile dell’associazione imprenditoriale. Confindustria Smi chiede una riduzione dei diritti su malattia, ferie, straordinario obbligatorio e controllo unilaterale sui tempi di lavoro. Chiede anche di introdurre la verifica di inflazione ex post, che porterebbe ad avere un contratto nazionale con nessuna certezza di aumenti salariali, e vuole ridurre il potere della contrattazione aziendale, inserendo nel contratto nazionale la disciplina in materia di organizzazione del lavoro”.

“Per noi – continua la nota dei tessili di di Cgil, Cisl e Uil – le lavoratrici e i lavoratori hanno diritto ad avere un contratto dignitoso, che li tuteli sia nella parte dei diritti che nella parte economica. Il contatto nazionale deve continuare ad essere uno strumento per disegnare assieme, lavoratori ed imprenditori, modelli organizzativi efficaci in un settore così complesso e finalizzato a favorire una nuova fase di rilancio e innovazione del nostro sistema manifatturiero industriale”.

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