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L'assessore Elena Donazzan e il sindaco di Recoaro, Giovanni Ceola
L'assessore Elena Donazzan e il sindaco di Recoaro, Giovanni Ceola

Recoaro, una pagina nuova l’accordo Sanpellegrino

Sono stati presentati questa mattina, ai dipendenti della Recoaro, i termini dell’accordo siglato tra il gruppo Sanpellegrino e le rappresentanze sindacali, in merito alla cessione alla Spumador Refresco dello stabilimento e del ramo d’azienda relativo al marchio “Acqua di Recoaro”. L’accordo sarà sottoposto la settimana prossima al voto dei dipendenti dello stabilimento.

All’incontro, che si è svolto nel municipio di Recoaro Terme, hanno partecipato il Comitato istituzionale costituito sulla vertenza Recoaro-Sanpellegrino, presieduto dal sindaco, Giovanni Ceola, e composto dall’assessore regionale al lavoro, Elena Donazzan, dal rappresentante della provincia di Vicenza, Renzo Marangon, ed i rappresentanti dei dipendenti dello stabilimento, che imbottiglia l’omonima acqua minerale e le bibite Gingerino e Acqua Brillante.

“Abbiamo scritto una pagina nuova nelle trattative sindacali e nelle politiche industriali del Veneto – ha commentato Donazzan -. Partivamo da una situazione di grave conflitto, in particolare nel valutare l’importanza che alcuni marchi commerciali rappresentano per l’aspetto economico-finanziario, ma anche per il territorio a cui sono legati. Abbiamo voluto con forza che questo principio fosse affermato nella trattativa, con il risultato, per noi irrinunciabile, di veder riconosciuto il legame tra le produzioni, non solo di acqua, e lo stabilimento di Recoaro”.

“Anche i sindacati – ha concluso l’assessore – hanno riconosciuto che questo risultato è stato possibile per la prossimità e la competenza della Regione in tema di lavoro e di gestione della risorsa acqua minerale. In questa vicenda sono stati determinanti il ruolo delle istituzioni locali e il livello di coesione espresso dal territorio con autorevolezza e credibilità nei confronti della multinazionale e del ministero. Due fattori determinanti che sono riusciti a far pesare nella trattativa le ragioni identitarie della connessione tra risorse naturali e marchi commerciali”.

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